Eutanasia non è suicidio

Eutanasia non è suicidio

Eutanasia non è suicidio

Gentile direttore,
ringrazio la Ministro Grillo per avere introdotto il tema post-ideologico sulla questione eutanasia, in un Paese come il nostro, in cui esponenti del suo stesso governo lavorano alacremente per restituirci a posizioni patriarcali su temi non meno importanti quali Aborto, Unioni Civili, Diritto di Famiglia, Divorzio e Adozioni per single e gay.
 
Nel merito, come psichiatra, ci tengo ad esprimere la mia modesta opinione, ricordando come il non procurare la morte e il prolungare in modo innaturale la vita, impedendo una morte naturale, giacchè la morte è un fenomeno naturale inevitabile per tutti, sia solo una parte della questione in gioco.
 
Infatti esistono altri fantasmi, primo tra tutti quello del Suicidio.
 
Eutanasia non è Suicidio, ma spesso il Sucidio, ad esempio nell'anziano o in chi scopre di avere una patologia degenerativa, è una forma di Eutanasia, una liberazione orrenda dalla vita ancora più orrenda, di persone che non possono accedere per diritto ad una morte dolce.
 
Se ci fosse l'Eutanasia, ne sono convinto, aumenteremmo il numero di anni di vita (invece di ridurlo) perché le persone che oggi si suicidano per evitare una orrenda vecchiaia o una orrenda degenerazione del proprio corpo o della propria mente, si lasceranno vivere finché sono sani, sapendo che ad un certo punto potranno ottenere una dolce morte, dignitosa, oggi loro negata.
 
Esistono poi altri problemi che la legge dovrà dirimere.
 
Primo tra tutti quello si dovrà a mio avviso garantire che si ottenga l'Eutanasia sulla base dell'esclusiva volontà del paziente, sulla base di una diagnosi e prognosi esecrabili ed inevitabili, escludendo sempre la responsabilità del medico.
 
Il Secondo punto è quello di decidere il ruolo del tutore legale per minori e pazienti non consapevoli in modo irreversibile.
 
Insomma dovremo porci queste domande post-ideologiche e risolverle in una legge a garanzia della massima libertà e dignità della persona, affinché scelga di morire con l'Eutanasia all'ultimo momento e non sia costretta al Suicidio in modo orrendo quando ha ancora anni di vita abbastanza sana e dignitosa davanti:
1) E' lecito che una persona fisicamente sana, ma psichiatricamente sofferente oltre ogni limite, in assenza di terapie possibili, chieda l'accesso all'Eutanasia?
 
2) E' lecito che un minore consapevole, con il sostegno dei genitori (e mai senza il parere del minore medesimo), chieda per la condizione miserevole del suo stato l'Eutanasia?
 
3) E' lecito che un adulto o un minore non più consapevoli, ricevano l'Eutanasia, se hanno fatto richiesta in precedenza o su richiesta di un loro tutore legale?
 
Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY

26 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...