Fannulloni nella PA? Guai a fare di tutta un’erba un fascio

Fannulloni nella PA? Guai a fare di tutta un’erba un fascio

Fannulloni nella PA? Guai a fare di tutta un’erba un fascio

Gentile Direttore,
di recente, si è letto che nella pubblica amministrazione, e in particolare nel settore della sanità, è emerso il fenomeno negativo della falsa attestazione in servizio. Falsa attestazione che è stata certificata da alcune Procure che hanno utilizzato video e foto per “segnalare” che ci sono dipendenti pubblici che, dopo aver attestato tramite un budget la presenza in servizio (qualche volta in mutande) sono fotografati in barca o con una busta della spesa o mentre utilizzano una macchina di servizio impropriamente.
 
Comportamenti insopportabili, giacché denotano che c’è in atto una truffa ai danni dello Stato. Non è però corretto definire imboscati o fannulloni tutti i 2.900.000 dipendenti pubblici. L’espressione “Imboscato” fu utilizzata la prima volta durante la prima guerra mondiale per segnalare che c’erano militari che si nascondevano o non si facevano trovare per non andare a combattere in prima linea.
 
Oggi con questa espressione si vuol segnalare che ci sono dipendenti pubblici che sono fluidi, giacché non svolgono alcun compito, funzione, attività. Il dipendente fannullone, come si usa oggi appellarlo, riesce a sottrarsi ai compiti amministrativi, sanitari, tecnici, professionali.
 
E’ chiaro, però, che la maggioranza assoluta dei dipendenti pubblici non sono contenti di lavorare in un ufficio dove c’è un fannullone. La depauperata pubblica amministrazione, non va dimenticato, ogni giorno produce un qualificato valore sociale, economico e morale per il paese Italia.
 
Il fenomeno degli imboscati o fannulloni, ha consentito alla Fornero, alla Madia, a Brunetta, a Poletti, di poter esternare giudizi di certo poco lusinghieri verso i dipendenti  pubblici, cui il governo, da otto anni, ha fatto cadere l’oblio sul rinnovo dei contratti di lavoro.
 
La burocrazia italiana, che è molto integrata sul territorio Italiano, merita rispetto e non disprezzo. Ogni giorno nelle regioni italiane sono assicurati, difesi, offerti ai cittadini dai burocrati italiani diritti come la salute, l’istruzione, la libertà individuale, gli spostamenti.
 
Ogni giorno nei comuni italiani, nelle provincie, nelle regioni, nelle aziende sanitarie, ospedaliere, universitarie, negli istituti scolastici, milioni di dipendenti sono pronti ad aiutare il prossimo. Milioni sono i cittadini italiani e stranieri che ogni giorno ricevono una semplice o complessa risposta alle loro personali richieste.  
 
Non si può fare di tutta l’erba, un fascio, soprattutto da chi rappresenta  la Repubblica Italiana.
 
Dott. Enrico Vaccaro
Sociologo Dirigente ASP Catanzaro

07 Febbraio 2017

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