Fisioterapia, 85 corsi di laurea ma solo 7 fisioterapisti inquadrati come docenti universitari

Fisioterapia, 85 corsi di laurea ma solo 7 fisioterapisti inquadrati come docenti universitari

Fisioterapia, 85 corsi di laurea ma solo 7 fisioterapisti inquadrati come docenti universitari

Gentile Direttore,
recentemente l’on. Binetti ha avanzato un’interpellanza alla Cameraper sollecitare un maggiore reclutamento degli infermieri come professori universitari. La situazione anomala non coinvolge tuttavia solo gli infermieri, ma è comune ad altre professioni sanitarie come quella dei fisioterapisti. Attualmente, per utilizzare la terminologia della lettera citata, i docenti-fisioterapisti appartenenti al settore MED/48 sono soltanto 7 (1 ordinario, 1 straordinario, 0 associati, 2 ricercatori, 3 ricercatori a tempo determinato, 1 dei quali di tipo ‘B’ e 2 di tipo ‘A’), eccessivamente pochi per soddisfare la richiesta formativa nazionale.
 
In Italia sono infatti attivi 85 corsi di Laurea di primo livello (per un totale di oltre 6600 studenti) all’interno dei quali – secondo la legislazione vigente – almeno 15 crediti formativi (circa 375 ore, ma il numero reale è spesso notevolmente superiore, anche doppio) devono essere destinati all'insegnamento professionale. Queste ore di lezione, più di 30000 in tutto, sono pertanto assegnate in via quasi esclusiva a fisioterapisti non ufficialmente inseriti del mondo universitario.
 
Agli studenti delle Lauree Triennali devono poi essere aggiunti i 1800 delle Lauree Magistrali e quelli iscritti ai Master. Un rapporto indicativo docente/studente, calcolato per difetto, porterebbe ad un docente ogni 1200 studenti, in linea con quello calcolato per gli infermieri.
 
Altro aspetto comune tra le due professioni è che una decina di fisioterapisti ha già ottenuto l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) e potrebbe ricevere da subito la chiamata all'interno delle Università, con gli stessi diritti e le stesse opportunità degli infermieri. Tutto ciò malgrado l'ASN per i fisioterapisti preveda dei criteri di selezione particolarmente restrittivi e penalizzanti (già documentati in queste lettere pubblicate su riviste internazionali (prima lettera, seconda lettera), determinati in parte dall’accorpamento con altri settori caratterizzati da indicatori bibliometrici non comparabili.
 
Questa disomogeneità nella selezione e l’organico universitario numericamente insufficiente, che non ha pari negli altri Paesi, ha suscitato sdegno e solidarietà anche da parte di molti colleghi stranieri.
 
Apprezziamo e condividiamo l'interesse dei parlamentari che hanno sollevato il problema, ma lo stesso disagio è presente all'interno di altri Corsi di Laurea e per i loro studenti, anche se meno numerosi.
 
Auspichiamo quindi che i ministeri competenti intervengano per garantire anche ai fisioterapisti la docenza negli Atenei con le stesse motivazioni presenti nell'interpellanza, in particolare per “garantire il principio di parità tra i corsi e il principio di non discriminazione tra professioni”, discriminazione che si verrebbe a creare se la richiesta venisse assolta per una sola professione a parità di esigenze e competenze.
 
Matteo Paci
Presidente Società Italiana di Fisioterapia (SIF)
 
Stefano Vercelli
Vice-Presidente Società Italiana di Fisioterapia (SIF)

08 Dicembre 2017

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