Fisioterapisti, smentito il fatto che sappiamo lavorare solo “contro”

Fisioterapisti, smentito il fatto che sappiamo lavorare solo “contro”

Fisioterapisti, smentito il fatto che sappiamo lavorare solo “contro”

Gentile Direttore,
mentre restiamo fermamente convinti che la richiesta del parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di sanità, per riconoscere nuove professioni sanitarie, debba essere vincolante, anche perché non ci possiamo permettere di distribuire le già limitate risorse a pratiche di dubbia efficacia, non possiamo che ringraziare gli on. Gigli e Catanoso che, in sede di votazione del ddl Lorenzin, hanno presentato emendamenti che andavano in questa direzione.
 
Ma, anche l’affermare, come abbiamo sentito dire all’on. Binetti, che, siccome milioni di persone si sarebbero rivolte agli osteopati questo dimostra la loro “validità” e utilità, è sbagliato. Non può essere questo un criterio affidabile per il loro riconoscimento in un Paese dove, altrettanta gente, pare, si rivolga a chi lavora con il pendolino o a maghi, cartomanti e fattucchiere che, per fortuna, non hanno ancora chiesto di entrare in campo sanitario.
 
Oggi con l’approvazione dell’art. 4, sugli ordini professionali, i Fisioterapisti realizzano un preciso mandato congressuale e cioè quello farsi riconoscere in un Ordine proprio che è una esigenza di sistema e di equilibrio con le altre professioni.
 
Nell'attesa che il tutto venga licenziato anche dal Senato, non possiamo che essere contenti che sia passata la possibilità, per le professioni con più di 50.000 unita, di costituirsi in ordine proprio. Si tratta delle riformulazione degli emendamenti presentati dagli on. Gigli e Carnevali, che ne prevedevano entrambe 40.000.
 
Stonate, e a dir poco, fuori luogo, ci sono sembrate le espressioni con le quali l’on. Mantero, ma anche Baroni non ci è andato leggero, ha etichettato l’approvazione come una “marchetta” per i fisioterapisti.
 
Per capire che la realtà è un’altra basta rileggersi l’intervento dell’on. Gigli, che fisioterapista non è e che chiarisce bene perché sia del tutto equilibrato l’emendamento approvato.
 
Questo, una volta trasformati in Ordini gli attuali Collegi di infermieri, ostetriche e tecnici di radiologia e dopo aver creato in quest’ultimo gli albi delle professioni ancora non ordinate, dà la possibilità a quelle con più 50000 aderenti di costituirsi in ordine autonomo.
 
In buona sostanza, Gigli, ha ricordato che già la legge 43/06 conteneva la delega al Governo per l’istituzione degli Ordini, delega, approvata all’unanimità dal Parlamento che prevedeva che le professioni con più di 20.000 iscritti si sarebbero costituite con un ordine proprio. Riconoscendo così la necessità di dividere le professioni più numerose dalle altre, per non creare problemi di funzionalità e di rappresentatività all’interno del medesimo organismo “omnibus”. Oltretutto, con questi numeri, il Collegio dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (circa 26000 iscritti) rimane come contenitore sul quale far salire le altre professioni.
 
Viene quindi smentita, nei fatti, l’idea che i fisioterapisti sappiano lavorare solo “contro”.
 
Gianni Melotti e Mauro Gugliucciello
Fisioterapisti

28 Ottobre 2017

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