“Gruppi digitali territoriali” per le professioni sanitarie

“Gruppi digitali territoriali” per le professioni sanitarie

“Gruppi digitali territoriali” per le professioni sanitarie

Gentile Direttore,
le scrivo a nome dei 12 mila professionisti iscritti alla pagina Facebook “Professioni Sanitarie Unite”, nata appena un mese fa. E che si stanno organizzando in rete attraverso i "gruppi digitali territoriali". Dai ritardi del comma 566 della Legge di Bilancio 2015 ad oggi, è cresciuta la consapevolezza delle professioni sanitarie circa gli ostacoli che ne impediscono un reale progresso. Tale consapevolezza è più che mai presente nell'attuale perdurare dell'epidemia di Covid-19 e dopo la Finanziaria 2021 che stanzia esigue risorse rispetto ai medici.
 
Ma non solo. Ci si aspettava di più anche dalla riforma degli Ordini ex Legge n.3/2018 e dai sindacati, dove la partecipazione nelle assemblee dei primi e l'adesione agli scioperi dei secondi si attesta intorno al 10%.
 
In tale contesto sociale, occorre un modello bottom-up capace di elaborare nuovi modelli organizzativi partento dalla base dei professionisti. L'occasione del momento sono le piattaforme digitali, unite però a contesti informali dove le idee e le esperienze sul campo prevalgono sulle incerte democrazie rappresentative istituzionali di categoria.
 
Lo scopo è la creazione di "gruppi digitali territoriali" capaci non solo di captare le sacrosante rivendicazioni della base, ma soprattutto di dimostrare con i dati quanto siano efficienti per la sanità modelli organizzativi innovativi o di sviluppo tecnologico quali telemedicina e teleassistenza. Senza distinzione tra pubblico e privato, i "gruppi digitali territoriali" potrebbero costituire una rete sia locale che interregionale di confronto per poi arrivare a proporre ai decisori politici il meglio in termini di efficienza ed efficacia sanitaria.
 
In pratica, stiamo cercando di sperimentare nuovi modelli attrattivi per i professionisti sanitari che oggi non si riconoscono quali "portatori di interessi" nelle classiche istituzioni (spesso corporative). E piuttosto vi preferiscono contesti dove le capacità tipiche dell'essere professioni intellettuali siano davvero messe alla prova sul campo.

Graziano Carchia
Movimento Professioni Sanitarie Unite

07 Gennaio 2021

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...