Il “diritto all’oblio” per i guariti dal cancro

Il “diritto all’oblio” per i guariti dal cancro

Il “diritto all’oblio” per i guariti dal cancro

Gentile Direttore,
come ho avuto modo di sottolineare oggi nel corso di un convegno a Roma per la peresentazione del volume "Guariti e Cronici", la nuova sfida della sopravvivenza al cancro, per i pazienti e i clinici, è quella di andare oltre la qualità delle cure e garantire la qualità della vita.
 
Il riconoscimento del diritto – finora negato – alla riabilitazione oncologica per superare le più o meno gravi disabilità conseguenti ai trattamenti terapeutici e che permangono anche nelle persone guarite rappresenta la condizione essenziale per il ritorno a una vita normale e produttiva.
 
Per prendersi cura delle molteplici necessità legate alla riabilitazione, tema su cui FAVO è impegnata da anni, è necessario un approccio multidisciplinare per il quale sia a livello europeo che italiano, in particolare in Alleanza Contro il Cancro (ACC), si stanno studiando modelli di assistenza che garantiscano la qualità dei servizi offerti, consentendo la sostenibilità e l'equità del sistema, con il necessario inserimento nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
 
Nei prossimi mesi Alleanza Contro il Cancro, insieme a tutti gli IRCCS oncologici e con AIOM(Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Aimac, pubblicherà un position paper sul modello italiano sulla survivorship care e sulle motivazioni che dovranno essere alla base del riconoscimento legislativo del ‘diritto all’oblio’ delle persone guarite dal cancro, presupposto per abbattere lo stigma cancro uguale morte e per il superamento delle barriere che ne derivano.
 
Oggi molte persone guarite dal cancro, soprattutto giovani, si vedono negare l’accesso a prodotti finanziari, come prestiti bancari e mutui, o assicurativi oppure, nel migliore dei casi, ne fruiscono con maggiorazioni tariffarie o clausole di esclusione parziale del rischio assicurativo, anche decenni dopo aver completato l’iter terapeutico. Anche la progettualità di vita subisce discriminazioni, a partire dalla genitorialità adottiva.
 
Francesco De Lorenzo
Presidente FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia)

17 Novembre 2021

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