Il distretto sanitario dopo il Covid. Arriva la Carta di Matera

Il distretto sanitario dopo il Covid. Arriva la Carta di Matera

Il distretto sanitario dopo il Covid. Arriva la Carta di Matera

Gentile direttore,
è stata consegnata nelle mani di Stefano Lorusso, capo della segretaria tecnica del ministro della Salute Roberto Speranza, "la Carta di Matera" una proposta di riforma della Sanità distrettuale elaborata dal basso, messa a fuoco nel corso degli ultimi mesi da tecnici, amministratori pubblici, direttori sanitari e di distretto, medici e sindacalisti, docenti universitari e addetti ai lavori, oltre che esponenti del mondo dell'economia e della cultura di cinque regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata).
 
Un passaggio avvenuto al termine di tre giorni di lavori intensi e a conclusione di un convegno promosso nella Città dei Sassi dal nostro Centro studi "Eumed, Regione Mezzogiorno, Regione Mediterraneo", insieme all'Associazione italiana per le cure domiciliari, dopo aver ascoltato decine di relazioni, interventi, riflessioni e dibattiti che hanno acceso i riflettori sul tema delle diseguaglianze e delle difficoltà in cui si muovono l'assistenza territoriale e distrettuale e in generale i sistemi sanitari, delle regioni del Sud.
 
La nostra è dunque una proposta concreta e fattuale per il ridisegno delle attività dei distretti sanitari territoriali che giunge alla vigilia di importanti riforme finanziate con i fondi del Pnrr, in un momento di svolta epocale della sanità italiana, a quasi 30 anni di distanza dalla riforma sanitaria 502 del 1992. Riflessioni, analisi e proposte maturate sulla base delle esperienze dirette vissute da ciascuno di noi sul campo, nel corso di molti anni di attività dirigenziale, in cui abbiamo potuto tastare il polso alle necessità e urgenze di quella fetta di sanità pubblica che assorbe i principali bisogni dei cittadini malati e dei pazienti cronici. Una riflessione che punta a riequilibrare le distanze tra la sanità del Nord e del Sud, tra ospedale e territorio, in questa fase di svolta e di riforme.
 
Insieme ai colleghi Antonella Guida, Maria Pompea Bernardi, Walter Palumbo, Ernesto Esposito, Antonio Chiacchio, Gabriele Peperoni, Sanfelice di Bagnoli, Giuseppe Montagano, il nostro presidente Rocco Giordano, lo staff di Eubea, abbiamo segnato un piccolo passo verso un traguardo che consideriamo irrinunciabile e ambizioso. Una tappa di un lavoro in fieri affinché "La Carta di Matera" non sia una meteora, o una passerella di importanti personalità della Sanità italiana nella capitale della cultura italiana, ma il primo sasso lanciato in uno stagno di idee e proposte, di confronto con il modello proposto sia dal Ministero/Agenas, sia dal nostro Comitato tecnico scientifico per comprendere l'impatto della riforma nella normale attività dei distretti. Il successo d'interesse e di partecipazione che ha visto la partecipazione anche di parlamentari, sottosegretari, deputati e senatori è andato oltre ogni aspettativa. Possiamo realmente considerare di aver creato un momento di confronto di altissimo livello: nel tempo Matera dovrà diventare la "Cernobbio" della Sanità, non solo del Mezzogiorno, ma dell'Italia intera.
 
Quanto prima con il presidente Rocco Giordano e il Comitato tecnico scientifico di Eubea valuteremo se da questa iniziativa che ha riguardato esclusivamente l'evoluzione della Sanità distrettuale possa gemmare un approfondimento e una proposta di riforma anche per quella ospedaliera, in considerazione del fatto che "La Carta di Matera" sarà innanzitutto il momento di riflessione della Sanità del Mezzogiorno, dove anche l'ambito ospedaliero ha forti criticità, basta pensare al grave vulnus dell'emigrazione sanitaria Sud-Nord. Iniziative di confronto che definiremo al nostro interno tra tutti i componenti del comitato tecnico scientifico ed anche del comitato organizzatore per definire il futuro di questo importante evento tenutosi a Matera. Il Mezzogiorno, la Sanità del Sud, ha battuto un colpo sollecitando dal basso un percorso di confronto e di riforma che vede protagonisti gli operatori e i pazienti per ridare slancio, forza, spesso e contenuti a quello che resta uno dei migliori sistemi sanitari del mondo costituzionalmente orientato alla salvaguardia e tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti.
 
Antonella Guida
Responsabile settore sanità centro studi Eumed Regione Mezzogiorno, Regione Mediterranea -Direttore distretto sanitario di Caserta


 


Maria Pompea Bernardi
Componente Centro studi Eumed, commissario straordinario Asp di Vibo Valentia


 


Stanislao Napolano
Vicepresidente Centro studi Eumed
Presidente Associazione italiana cure domiciliari  

29 Ottobre 2021

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