Il nuovo codice deontologico e la realtà ovvero infermieri in cerca d’autore

Il nuovo codice deontologico e la realtà ovvero infermieri in cerca d’autore

Il nuovo codice deontologico e la realtà ovvero infermieri in cerca d’autore

Gentile Direttore,
fatto e recitato il Codice. Tutto continua come prima.  L’infermiere è sempre senza tempo e la prevenzione delle infezioni è disattesa. “In definitiva, si può dar ragione a Gilbert Keith Chesterton, il fine umorista creatore di Padre Brown, il quale asseriva che la contemporaneità non è, come appare, il mondo nel quale non si crede più a niente, ma, all’inverso, quello in cui si è disposti a credere proprio a tutto…”, dice Giuseppe Goisis, già docente filosofia politica Università Ca’ Foscari – Venezia.
 
Ed ecco nella banalità del quotidiano individuato finalmente il buco nero Ipasvi/ Fnopi, dove da molti anni spariscono nell’orizzonte degli eventi le continue richieste sul quesito deontologico per la prevenzione delle infezioni e i presidi non sterili e da cui non affiora alcuna luce o segnale etico.
 
Eppure, i principi espressi nel Codice Deontologico 2009, come pure di quelli precedenti, e anche nel nuovo Codice Deontologico 2019 sarebbero idonei alla prevenzione, peccato non vengano osservati e promossi proprio dall’Ordine Professionale sia a livello Provinciale che a livello Nazionale (QS del 19 marzo 2017).
 
Ivan Cavicchi ha detto: “la deontologia nella professione infermieristica è morta” (QS del 18 aprile 2019). Ora, se non è morta, certamente non sta proprio bene. Come dimostra il “silenzio sepolcrale” della Presidente Ipasvi/Fnopi Mangiacavalli, evidenza inconfutabile e lampante, sul quesito deontologico all’uso dei presidi non sterili.
 
Sono ormai quattro anni che non risponde. Perché non risponde? È forse impedita? Da chi, da che cosa? E i Collegi/Opi come mai in tutti questi anni non si sono mai “attenzionati” sul problema? E neppure le associazioni o società scientifiche hanno dato segni vitali. Ricordo che la mia prima segnalazione risale al 2007 al Congresso Anipio a Torino.
 
Ma risulta paradossale la dichiarazione del 13 aprile 2019 della Presidente Barbara Mangiacavalli: “Il Codice Deontologico è per gli infermieri e degli infermieri”. Strana cosa, perché alla Leopolda nel 2016 proclamava: “Il Codice Deontologico non è per gli infermieri, ma per il cittadino”.
 
Ora, quale dichiarazione è vera? La prima? La seconda? Sono vere tutte e due? Nessuna è vera? Forse, a sua insaputa, la Presidente Mangiacavalli fa una rivelazione clamorosa, perché il nuovo codice risulta essere una fantastica creazione quantistica, infatti:“il codice è, e contemporaneamente non è, per gli infermieri”.
 
Un Codice inutile, perché l’infermiere non c’è, semplicemente perché nella realtà assistenziale il tempo non c’è, anche se il nuovissimo articolo 4 inutilmente recita “Il tempo di relazione è tempo di cura. Il tempo è l’anima della professione di infermiere, senza tempo l’infermiere non esiste. L’infermiere è perduto fra il paradosso trascendente spazio-tempo etico e l’immanenza della cruda realtà aziendalistica del profitto.
Forse agli infermieri rimane un’ultimo scoglio, dove provare a resistere: la ricerca di un autore.
 
Luciano Urbani
Cittadino, post infermiere, coordinatore Slow nursing

08 Maggio 2019

© Riproduzione riservata

Fenomeno dei gettonisti: un miliardo di euro bruciato. Noi lo diciamo da anni
Fenomeno dei gettonisti: un miliardo di euro bruciato. Noi lo diciamo da anni

Gentile Direttore, ol dico senza mezzi termini: il rapporto Anac sui medici gettonisti non mi sorprende. Non sorprende nessuno di noi. È la fotografia di un disastro che la dirigenza...

Formazione specialistica: un’altra strada rispetto all’immobilismo del governo Meloni
Formazione specialistica: un’altra strada rispetto all’immobilismo del governo Meloni

Gentle direttore,sulla riforma della formazione specialistica dei medici, le proposte che il Partito Democratico sta portando avanti nelle aule parlamentari trovano oggi una convergenza importante: la piattaforma presentata da ANAAO...

Acn, firmare o non firmare è questo il problema?
Acn, firmare o non firmare è questo il problema?

Gentile Direttore, per garantire l’operatività delle 1038 Case di Comunità entro la scadenza del 30 giugno è necessario tenere insieme almeno tre principali esigenze: la sostenibilità del lavoro dei medici...

Note per una riforma del Ssn
Note per una riforma del Ssn

Gentile Direttore,sono trascorsi quasi 50 anni dall’istituzione del S.S.N. (Legge 833/78) in applicazione del diritto costituzionale. I principi contenuti nella legge di riforma sono applicativi della Costituzione, in quanto tali...