Il parto in casa non è da demonizzare

Il parto in casa non è da demonizzare

Il parto in casa non è da demonizzare

Gentile Direttore,
la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica desidera intervenire in merito alla nota della Società Italiana Neonatologia, pubblicata anche sulla sua pregevole testata, nella quale il parto in casa viene definito senza mezzi termini e distinzioni come “pericoloso e da evitare”.
Premesso che la Categoria ostetrica ha come obiettivo la promozione, la tutela e la protezione della salute della donna e del nascituro, e che ogni consiglio e azione messa in atto dalle Ostetriche si basa sulla conoscenza della fisiologia della donna, senza mai prevaricare le scelte di quest’ultima e accompagnandola verso scelte consapevoli, la FNOPO ritiene utile sottolineare come il parto in casa non debba essere demonizzato e associato al verificarsi certo di eventi drammatici per la futura mamma e per il nascituro.

E’ ormai noto e patrimonio culturale di tutti, supportato peraltro da letteratura scientifica internazionale, che il parto è un evento fisiologico e naturale e lì dove non esistono patologie, pregresse o insorte nel corso della gravidanza, che mettono a rischio la salute della donna è possibile far nascere il bambino in casa, sempre con l’assistenza delle professioniste Ostetriche.
 
L’Ostetrica, infatti, è la Professionista che prende in carico la donna durante la gravidanza, il travaglio, parto e post partum e ne hanno la gestione in autonomia nel caso di gravidanze a basso rischio ostetrico. È ancora l’ostetrica che, in considerazione dello stato di salute della donna, ha il compito di consigliarla su tutte le possibili modalità di parto e sulla scelta del luogo più sicuro dove fare nascere il suo bambino in sicurezza A tale compito si associa, poi, anche il dovere di promuovere la cultura del parto naturale dopo il taglio cesareo da vivere in sicurezza se le condizioni lo consentono. L’Ostetrica deve sostenere, quindi, la donna nella sua scelta consapevole promuovendone il contatto con strutture ospedaliere che offrono il “Parto naturale dopo un cesareo” (definito in inglese con l’acronimo VBAC). In effetti, partorire per via vaginale dopo uno o più tagli cesarei è possibile e avviene con successo nel 60-80% dei casi.
 
Diversamente, invece, il parto in casa assistito sempre dalle ostetriche e nelle migliori condizioni, attraverso la valutazione dinamica del rischio clinico, è una possibilità che deve essere data alla donna.
 
La FNOPO al fine di consentire alle donne di poter scegliere, sempre all’insegna della sicurezza e qualità delle cure, ha già chiesto nel 2018 ad Agenas di individuare le disposizioni e i criteri di accreditamento delle case maternità, della gestione delle gravidanze a basso rischio in autonomia, del parto in casa. Nell’agenda 2018-2020, la Federazione ha già inserito l’attivazione di collaborazioni con l’area neonatologica, a partire dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e a breve anche con la Società Italiana Neonatologia (SIN) e la Società Medici Pediatri (SIMP) per la definizione comune della migliore offerta assistenziale al parto da dare alle donne durante il parto e nel puerperio nel quale l’ostetrica, il neonatologo e il pediatra devono sostenere la madre nell’allattamento.
 
Ricordiamo infine che il confronto tra i diversi modelli assistenziali alla gravidanza e al parto offerti alle donne nel nostro Paese, negli ultimi quarant’anni, sarà il tema affrontato nel corso del prossimo Congresso nazionale di Categoria che si svolgerà in ottobre a Palermo. L’evento sarà, quindi, il momento privilegiato di incontro e riflessione sui modelli assistenziali da parte dei professionisti e dei decisori politici”.
 
Federazione nazionale degli ordini della professione ostetrica

07 Giugno 2019

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