Infermiere opera da solo alla Moc. Il Collegio TSRM: “Le Direzioni vigilino”

Infermiere opera da solo alla Moc. Il Collegio TSRM: “Le Direzioni vigilino”

Infermiere opera da solo alla Moc. Il Collegio TSRM: “Le Direzioni vigilino”

Gentile Direttore,
si apprende mezzo stampa che i NAS hanno condotto delle ispezioni presso gli ospedali di Savona e di Albenga riscontrando come le apparecchiature MOC fossero utilizzate da personale diverso dal Tecnico Sanitario di Radiologia Medica. Si apprezza l’immediata disposizione da parte commissariale che ha ripristinato la liceità circa l’utilizzo delle apparecchiature MOC. Desta, tuttavia, stupore la posizione della ASL che, stante al quotidiano, avrebbe difeso la liceità dell’utilizzo delle citate apparecchiature appellandosi all'attività radiodiagnostica complementare (Secolo XIX di sabato 28 maggio).

Codesto Collegio intende specificare quanto segue:

– l'attività radiodiagnostica complementare è definita e normata dal D. Lgs. 187/2000 articolo 2 comma b;
– stante il disposto normativo deve intendersi come attività radiodiagnostica complementare “l’attività di ausilio diretto al medico chirurgo specialista o all’odontoiatra per lo svolgimento di specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina, purché contestuali, integrate, indilazionabili, rispetto all’espletamento della procedura specialistica”.

Si sottolinea come l’utilizzo di radiazioni ionizzanti debba essere di ausilio a una attività strumentale e soprattutto come l’attività di ausilio debba essere contestuale, integrata, indilazionabile (a esempio, l’assistenza in sala operatoria all’ortopedico che sta impiantando una protesi d’anca o all’urologo che sta posizionando un catetere nefrostomico). L’utilizzo dell'attività radiodiagnostica complementare non è, quindi, da intendersi di ausilio alla visita specialistica poiché, altrimenti, lo specialista ortopedico potrebbe allestire nel proprio studio una diagnostica tradizionale per eseguire radiografie scheletriche, il pneumologo uno stativo per le radiografie del torace, un chirurgo addominale una TC per lo studio dell’addome, eccetera.

Come chiarito al punto 2, la MOC non costituisce attività radiodiagnostica complementare; non è, infatti, di supporto ad alcuna attività strumentale dello specialista (endocrinologo, reumatologo, ginecologo) e, inoltre, non è neppure contestuale, integrata, indilazionabile.

L’esame MOC, in altri termini, è perfettamente paragonabile a qualsiasi esame scheletrico in seguito al quale ci si reca da uno specialista per consulto.

Si aggiunge, infine, che negli ambiti dell'attività radiodiagnostica complementare lo specialista è responsabile della giustificazione circa l’utilizzo delle radiazioni ionizzanti (decidere se esporre le persone alle radiazioni ionizzanti sulla base di una valutazione rischio-beneficio clinico), ma l’uso delle apparecchiature radiologiche e l’ottimizzazione della dose, anche in tale ambito, rimane competenza del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica.

Codesto Collegio, quale organo di controllo e garanzia, ausiliario dello Stato, ritenendo corretta l’interpretazione fornita dai NAS, continuerà la sua azione di verifica sul territorio e invita le Direzioni Aziendali, ospedaliere e territoriali, ad attivarsi affinché le apparecchiature radiologiche in generale e quelle MOC nello specifico siano utilizzate dai Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, professionisti formati e abilitati dallo Stato, come disposto dal D.M. 746/94 e dalla Legge 251/2000.

Antonio Cerchiaro
Presidente del Collegio Interprovinciale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica di Genova, Savona e Imperia

30 Maggio 2016

© Riproduzione riservata

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...

Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative
Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative

Gentile Direttore,la barca della scienza naviga verso orizzonti sempre nuovi e, per esplorare territori ancora in parte ignoti, richiede oggi un approccio globale - quello della "One Health" - e...