Infermieri. Basta col politichese

Infermieri. Basta col politichese

Infermieri. Basta col politichese

Gentile Direttore,
da alcuni mesi la nostra Associazione ha pubblicamente espresso con note, lettere e documenti un proprio pensiero e ipotizzato percorsi per affrontare e possibilmente sciogliere i molteplici nodi presenti nel sistema salute del nostro Paese; siamo infatti convinti che la dirigenza abbia insito nel suo ruolo il ricercare soluzioni dove in tanti vedono solo problemi. Approccio, peraltro, che ci ha condotti ad avere importanti risultati che si sono espressi nelle esperienze di direzione sviluppatesi in tante e diverse realtà sanitarie.
 
Abbiamo interloquito direttamente, oltre che attraverso la sua testata giornalistica, anche con il Ministro e il sottosegretario alla Salute,il Presidente dell’ARAN, la Presidente della Federazione IPASVI ed indirettamente con la FNOMCeO e i Sindacati Medici. Nelle comunicazioni abbiamo affermato alcuni principi ed il nostro pensiero, magari critico, ma sempre nel pieno rispetto delle istituzioni e degli organismi di rappresentanza, cercando di utilizzare un lessico corretto e lontano da ogni ambiguità.

In queste ultime settimane leggiamo interventi di sedicenti esperti qualificati a parlare della questione infermieristica, della questione medica, della questione ordinistica e di molto altro ancora che, con notevole stile "politichese", insinuano, dicono e screditano la figura di tanti attraverso affermazioni spesso basate su ipotesi e presupposti inesistenti e utilizzando metafore e filastrocche che vogliono solo ridicolizzare una professione che ha dato tanto e ha ancora molto da dare, certamente con modalità gestionali diverse che non possono non prendere in considerazione tutto il sistema e non solo una porzione.
 
Mi riferisco agli ultimi articoli del Prof. Cavicchi che con forte difficoltà non riesco più a riconoscere. Ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero condividendo oppure no il comportamento di altri, ma riteniamo lo debba nel rispetto e nella correttezza. La nostra percezione è più del gioco del gatto con il topo che di una riflessione intellettuale, forse non si considerano gli infermieri capaci di comprendere pertanto sono necessarie le favole, e tra questi mi metto umilmente anche io. Ma non è questo il modo, il momento storico ne il contesto.
Crediamo che riportare i termini del confronto sul piano dei contenuti invece che delle persone sia indice di una reale volontà di contribuire ad affrontare le complesse situazioni che stiamo vivendo.
 
Nicola Barbato 
Presidente del Comitato infermieri dirigenti (CID)

12 Marzo 2016

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