Infermieri supplenti del mmg, ispiriamoci al modello di palliative home care

Infermieri supplenti del mmg, ispiriamoci al modello di palliative home care

Infermieri supplenti del mmg, ispiriamoci al modello di palliative home care

Gentile Direttore,

la cronaca sanitaria lombarda di questi giorni posto all’attenzione dell’opinione pubblica la supplenza degli infermieri in alcune attività dei medici di medicina generale. Le due figure professionali sono l’una complementare all’altra e si intrecciano nel tempo fornendo un servizio continuo e puntuale al letto del paziente. La carenza di figure mediche e un evoluzione tecnico- culturale del ruolo infermieristico hanno indotto a formulare il concetto secondo il quale è possibile la parziale sostituibilità del medico di medicina generale da parte dei professionisti sanitari infermieristici. 

La velocità del pensiero ha concretizzato immediate prese di posizione:i due ordini, rappresentati dai rispettivi vertici hanno rinnovato la collaborazione integrativa e non invasiva finalizzata a ottimizzare i processi di diagnosi e cura a cui sono sottoposti i cittadini. La cronaca politica riferisce poi che la Regione Lombardia ha specificato (Quotidiano Sanità del 09/06/2022) che la supplenza degli infermieri professionali nei riguardi dei medici di medicina generale è solo di tipo organizzativa e non professionale indicando poi il modello delle case di comunità come paradigma di questa riassetto. 

Le case di comunità sicuramente rappresentano un’innovazione organizzativa importantissima ma, sottotraccia e in modo produttivo, nell’ambito palliativistico si sono venuti a delineare profili professionali e ruoli organizzativi degli infermieri degni di nota e anche di essere valutati e analizzati come modello operativo. I professionisti in questione quotidianamente svolgono azioni terapeutiche, educative e organizzative. 

L’infermiere palliativista domiciliare esprime la dignità di una professione che non deve essere vista come una serie di competenze reversibili in ambito medico ma uniche ed esclusive. Il palliative home care a tutt’oggi registra mancanze di formazione culturale dei caregiver, di preparazione e di educazione sanitaria. Queste lacune diverrebbero incolmabili se i dottori in infermieristica(perché così vanno qualificati) comincerebbero a tralasciarle per sostituirsi ai medici di medicina generale. 

L’analisi del modello dell’infermiere palliativista domiciliare è irrinunciabile da parte di coloro che detengono il timone dell’organizzazione sanitaria. Se si osserva la quotidianità un equipe palliativistica territoriale si scoprirebbe l’affiatamento, la complementarietà tra medico, infermiere, operatore sociosanitario, assistente sociale, psicologo e fisioterapista che porta a quell’armonia assistenziale ideale per i pazienti. 

In cure palliative domiciliari, in uno scenario estremo e drammatico di una dipartita prevista, gli infermieri si muovono tra le 4 mure domestiche sopperendo a tutte le carenze dovute alla depauperizzazione delle file mediche. Oltre a tutta l’assistenza vera e propria,essi svolgono un azione che diventa una chiave di volta nel sistema delle cure territoriali:l’educazione sanitaria del caregiver. 

Ma non finisce qui, mantengono una comunicazione con il paziente recependo le sue necessità, organizzano in un angolo di casa un point of care, si fanno carico delle problematiche sociali, comunicano con tutti i medici coinvolti, organizzano i trasferimenti, le visite, effettuano consulenze infermieristiche, condividono quotidianamente con un debriefing le informazioni in modo tale che il paziente abbia al suo letto un professionista costantemente informato sulle sue esigenze. Vi pare poco? 

Bruno Nicora 
Medico palliativista, Asl alessandria 

23 Giugno 2022

© Riproduzione riservata

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...