“Internazionalizzare” il Servizio sanitario nazionale 

“Internazionalizzare” il Servizio sanitario nazionale 

“Internazionalizzare” il Servizio sanitario nazionale 

Gentile direttore,
dall’inizio della pandemia che l’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l’Unione medica Euro Mediterranea (UMEM) e il Movimento internazionale Uniti per Unire seguono la situazione sia in Italia che all’estero tramite i nostri colleghi ed esperti con l'assistenza sanitaria e consigli ai cittadini italiani e di origine straniera in Italia e numerosi confronti tra esperti sui Tv satellitari nei paesi del Golfo e euro mediterranei che ci ha fatto arricchire dal punto della vista dell'informazione , del bagaglio scientifico, il confronto tra sistemi sanitari e professionisti della sanità.

Ecco le nostre considerazioni e proposte, ad oggi:
– ormai nei maggiori paesi prevale il concetto che lo strumento migliore per combattere il coronavirus in base alle statistiche nazionale e internazionale dei contagiati con o senza vaccino compreso sintomi provocati da covid 19;

– i vaccinati sono tutelati più dei non vaccinati dal Coronavirus e le sue varianti;

– non c’è via di uscita e fine della pandemia, se non facessimo arrivare i vaccini a tutti i paesi senza distinzione tra ricchi e poveri per ottenere l’immunità di gregge ;

– la pandemia in qualche modo ha aumentato l’unità e la solidarietà tra le persone ma ha messo in evidenza l’egoismo di alcuni paesi ricchi nei confronti dei paesi poveri;

– il programma Covax ha fallito i suoi obiettivi per mancanza di sostegno economico, 50 paesi poveri hanno ricevuto solo circa il 2% della quantità totale dei vaccini;

– il 2,1% della popolazione africana è stata vaccinata con 2 dosi, ci sono più di 8 milioni di contagiati con grandi probabilità di sviluppare nuove varianti per colpa della campagna vaccinale lenta dove mancano 500 milioni di dose per poter arrivare al 40% della popolazione vaccinata entro il 2021. Ad oggi nei paesi ricchi praticamente per ogni 100 persone ci sono 100 dosi invece nei paesi poveri ogni 100 persone c’è una dose;

– ad oggi ci sono più di 50 varianti nel mondo con le mutazioni e varianti nazionali (algerina, libanese) e si parla maggiormente di 18 varianti;
– le statistiche del numero dei contagiati nel mondo sicuramente sono sottostimate per vari motivi; non vengono effettuati i tamponi a tutti per verificare se sono contagiati o no, Inoltre nei paesi poveri e in via di sviluppo questo fenomeno viene penalizzato ancora di più per la carenza dei tamponi e la difficoltà di comunicare e verificare in tempo reale .In tanti paesi non vengono comunicati le statistiche in modo trasparente per motivi politici;

– la comunicazione e l'informazione ha giocato un ruolo molto importante ed è diversa da un paese all'altro in quanto in alcuni paesi prevale l'informazione scientifica e reale in altri quella che ha più fini politici e economici;

– sono aumentati le fake news riguardo le vaccinazioni e le cure;

– le “guerre” tra specialisti e esperti hanno espresso un pessimo esempio per colpa di chi vuole rivendicare la sua specializzazione di essere il punto di riferimento per l’informazione e la comunicazione su Coronavirus e Vaccini impedendo agli altri medici e specialisti e esperti in pandemia e salute globale di esprimersi e partecipare al dibattito pubblico e proporre soluzioni e proposte;

– bisogna intensificare la campagna di vaccinazione tra i migranti regolare e irregolari in tutte le regioni;

– dall’inizio della pandemia la percentuale dei migranti contagiati sono dal 3,5-6,5% del bilancio totale;

– urge una alleanza internazionale sanitaria(AIS) tra il mondo sanitario e scientifico e intensificare la collaborazione a favore della Salute Globale ;
– vanno tutelati maggiormente i professionisti della sanità nel mondo e combattere le aggressioni nei loro confronti;

– l’OMS va rifondata totalmente e renderla più indipendente dal punto di vista economico e politico;

Per questo è importante lavorare per internazionalizzare il servizio sanitario nazionale italiano e promuovere più confronti tra esperti italiani e stranieri, ed inserire nei corsi Ecm aggiornamenti su Pandemia e Vaccini. Occorre altresì promuovere la cooperazione internazionale e le delegazioni di medici esperti nei paesi poveri e in difficoltà sanitaria e umanitaria e con emergenza Coronavirus come ad es.: Afghanistan, Algeria, Iraq, Yemen, Libia, Tunisia, Somalia.

Foad Aodi
Presidente e Fondatore Amsi, Umem e UxU
Membro del Registro Esperti Fnomceo

 

Foad Aodi

20 Settembre 2021

© Riproduzione riservata

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