L’appropriatezza, la ‘questione medica’ e la necessità di una Fnomceo più decisa

L’appropriatezza, la ‘questione medica’ e la necessità di una Fnomceo più decisa

L’appropriatezza, la ‘questione medica’ e la necessità di una Fnomceo più decisa

Gentile direttore,
ancora una volta dobbiamo partire dalle considerazioni di un attento osservatore (e critico) dei problemi dei medici, Ivan Cavicchi. “Come fare?” Si chiede Antonio Panti. Partirei da uno slogan “salviamo Chirone” cioè il centauro, e avanzerei una proposta: si riconosca l’esistenza della “questione medica”; si scriva un documento operativo a conclusione della conferenza di Rimini;  si dica chiaramente no alla medicina amministrata e si definiscano le condizioni di fattibilità dell’autore; si stabilisca a difesa del centauro un percorso vertenziale che lo ridefinisca.”

Non si può non essere d’accordo con queste proposte che facciamo nostre. Le facciamo nostre perché profondamente condivise e perché si ritiene che oggi il rapporto medico-paziente sia sotto “attacco” dall’economicismo. Le facciamo nostre perché di fronte al paziente con tutte le sue problematiche ci siamo noi; lo vediamo noi; sentiamo noi le sue angosce di persona che si sente in pericolo. La nostra coscienza ci impedirà di ascoltare certe sirene e resisteremo agli attacchi delle SS economiche. Resteremo sul vascello ad ogni costo, tanto per ritornare ad un precedente articolo con la stessa metafora.

Ci spiace sentire che i presidenti di Milano, Savona e Bologna, ed ovviamente tutti i Consiglieri dei rispettivi Ordini, non hanno la condivisione dei “vertici Fnomceo” e del presidente Panti per quanto concerne la decisione di portare al Tar il decreto sull’appropriatezza. Ci spiace non abbiano capito che quella “appropriatezza” nulla ha a che fare con la vera appropriatezza scientifica, che i medici e gli odontoiatri, ogni giorno, già esercitano nei loro studi ed ospedali.
 
Ci fa piacere sentire dall’amico Panti che nella sua regione si possono discutere metodi condivisi (con i medici) per cercare di ridurre le spese: in Emilia-Romagna, invece, si assiste alla convocazione coatta dei medici di MMG (ne saranno convocati più di 500 dice un direttore sanitario..)  da parte di medici “funzionari” dell’Asl per…. Vedremo per cosa. Analizzeremo perché l’Ordine deve essere geloso del rapporto medico-paziente e proteggerlo. Cioè proteggere il paziente pretendendo che il medico possa fare il suo lavoro senza condizionamenti… come d’altronde prevede il codice di deontologia medica.
 
Al contrario, in Lombardia si cercano strade condivise tra pari (nelle quali l’Ordine ha sempre detto la sua, quando invitato), sulla base di percorsi dettati principalmente dalle evidenze scientifiche, che poi vengono proposte ai medici non come bislacche coercizioni legislative ma come linee da considerare nella propria attività quotidiana, così come avviene in tutto il mondo civile. Esattamente tutto il contrario della filosofia del decreto Lorenzin.
 
Concludiamo dicendo che vorremmo una Federazione più decisa verso gli obiettivi che riteniamo debbano essere perseguiti per la sicurezza del paziente (altro che “mediazione”!).
 
Non che non ne apprezziamo gli sforzi attuali; crediamo si debba fare qualcosa di più incisivo. Cosa? Possiamo discuterne, poiché abbiamo di sicuro, al nostro interno, le risorse intellettuali ed umane per mettere in campo una valida controproposta tecnica. Usiamole!
 

Roberto Carlo Rossi
Presidente OMCeO di Milano

Ugo Trucco
Presidente OMCeo di Savona

Giancarlo Pizza
Presidente OMCeO di Bologna

Michele Gaudio
Presidente OMCeO Forlì-Cesena

23 Giugno 2016

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