L’infermieristica e l’importanza di accrescere la dignità ontologica del disagio mentale

L’infermieristica e l’importanza di accrescere la dignità ontologica del disagio mentale

L’infermieristica e l’importanza di accrescere la dignità ontologica del disagio mentale

Gentile Direttore,
lo scorso 3 novembre, a Chieti, ha avuto luogo un evento organizzato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Chieti e dalla Società di scienze infermieristiche in salute mentale (Sisism) sul tema dell’Infermieristica in salute mentale. Un evento formativo di grande respiro, tanto per la eterogeneità e complessità dei contenuti, quanto per ragioni “geografiche”. I relatori – fra i quali diversi componenti del direttivo Sisism, a partire dal presidente Andrea Gargiulo – provenivano da diverse regioni del nostro Paese.

La garanzia di una formazione di qualità è una responsabilità che coinvolge la comunità accademica (università), il SSN e gli organi di rappresentanza che operano in sanità. In assonanza con tali presupposti, l’Opi di Chieti e la Sisism, hanno dato vita all’evento, consapevoli che ogni moderna organizzazione – ordinistica e scientifica – deve configurarsi come un sistema aperto, in costante e dinamico adattamento evolutivo, capace di riverberare questo inarrestabile mutamento adattivo sui processi formativi. Ciò comporta l’onere – nonché l’onore – di configurare, quale ineludibile esigenza, quella di sottrarre alla occasionalità, alla imprevedibilità, alla ingovernabilità, almeno una parte – seppur minima – del “lifelong learning” dei propri componenti.

Le significazioni della giornata sono state mirate ad accrescere la “dignità ontologica” del “disagio mentale”, anche attraverso l’arricchimento della riflessione filosofica infermieristica: epistemologica (attraverso lo studio della conoscenza, soprattutto, ma non solo scientifica); ontologica (mediante l’inesausta riflessione sul senso e la natura dell’esistenza); etica (contribuendo a definire le buone pratiche assistenziali).

I contenuti scientifici del convegno hanno voluto dare evidenza altresì, all’importanza del ruolo del professionista infermiere del settore della salute mentale, potendo attingere, culturalmente, per evidenti ragioni, tanto alle scienze naturali, al pari di altri colleghi di altri ambiti della medicina ordinaria, quanto alle scienze umane (che Dilthey chiamava “Scienze dello spirito”). Connubio interscientifico, questo ultimo, che consente a coloro che sono impegnati in questo complesso ambito della medicina, di dedicarsi non solamente al rigore della conoscenza, imposto dalle ferree regole delle “discipline matematizzanti”, ma anche – a profondo vantaggio degli assistiti – a quella profondità della “introspezione”, dove si manifesta la questione “ermeneutica dell’alterità”, con la sua “possibilità” della comprensione dell’altro da sé. Un altro da sé vulnerato non solo dalla talora complessità del “disagio”, ma anche perché rischia di essere gravato – ed eventi come questo hanno l’onere di tentare di sgombrarne il campo – dalle ombre del pericoloso stigma.

L’evento è stata anche occasione propizia – data la vocazione scientifica degli organizzatori – per premiare i vincitori della quarta edizione del Premio di ricerca infermieristico, promosso dall’Opi di Chieti e presieduto da Giancarlo Cicolini.

Gianfranco Tamagnini
Coordinatore regionale Sisism e vice presidente Opi Chieti

06 Novembre 2018

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