La figura del Direttore assistenziale non è certo un tentativo di furto di competenze

La figura del Direttore assistenziale non è certo un tentativo di furto di competenze

La figura del Direttore assistenziale non è certo un tentativo di furto di competenze

Gentile Direttore,
ho seguito con estremo interesse il dibattito che è nato sulla figura del Direttore assistenziale in Emilia Romagna, ma ho trovato davvero disdicevoli alcune prese posizioni che sanno tanto di beffardo gioco dialettico e poco di politica professionale. È paradossale che ancora oggi, dopo medaglie al valore, encomi e migliaia di professionisti sacrificati, si corra subito ai ripari per proteggere una certa lobby.

Ciò che sta avvenendo oggi in Emilia Romagna, non è altro che la meritata “etichetta” messa a ciò che già gli infermieri fanno da decenni ed era anche ora che chi rappresenta e governa circa i 2/3 delle risorse umane e dei processi assistenziali e organizzativi entrasse di diritto a far parte della Direzione strategica.

La figura del Direttore assistenziale non è certo un tentativo di furto di competenze o di potere altrui. Non è il vezzo professionale di una targhetta da esporre fuori dall’ufficio e di certo il Direttore generale medico non sarà meno Direttore generale perchè al suo fianco avrà un direttore assistenziale infermiere.

Ed è ridicolo il tentativo di qualcuno di applicare la regola dividi et impera sperando di mettere i professionisti contro quegli stessi colleghi che per studi e competenze raggiungono posizioni di vertice. La valorizzazione della professione passa anche dall’avere pari opportunità di carriera come per altre figure professionali.

Pertanto, non solo l’affermazione “meno capi e più autori” nulla c’entra con il tema (anche perchè altrimenti lo stesso dovrebbe valere per tutte le professioni) ma dire che avendo meno capi infermieri “ si abbasserebbero i costi di transazione del sistema e si alzerebbe la performance” non ha alcun valore se non come opinione personale. Gli esperti in ambito manageriale, la letteratura scientifica sugli esiti di cura e soprattutto l’esperienza di altri Stati dicono ben altro sul fatto di assegnare a infermieri posizioni strategiche.

Oggi, oltre ai vari direttori di U.O. e di dipartimento, esiste un direttore medico di presidio (simile per funzioni al Direttore infermieristico) e un Direttore sanitario; non vedo perchè allo stesso modo una stessa gerarchia creerebbe dei problemi agli infermieri e non ai medici.

Stucchevole, offensivo e fuori luogo sminuire il lavoro che grandi professionisti fanno tutti i giorni paragonandoli a “Direttori di peti”.

Il “nuovo”deve essere visto come una risposta ad esigenze organizzative sociali e culturali mutate negli anni. Il SSN ha bisogno degli infermieri ad ogni livello: basterebbe pensare a quanto, durante la pandemia è stata importante non soltanto il loro expertise clinico ma anche manageriale e organizzativo.
Non possiamo che condividere la posizione espressa da Saverio Proia, ben consapevoli che passare dal to cure al to care non sia una inutile dicotomia.
Credo fermamente che nelle giuste condizioni di contesto organizzativo e culturale tutto possa diventare un potenziale innesco di azioni strategiche che migliorano la performance, il posizionamento e la reputazione della singola azienda ospedaliera, del SSR e del SSN.

E per intenderci anche i nostri medici meritano molto di più di una stupida guerra medici- infermieri tanto cara a nostalgici fautori di Direttori di peti.
 
Giuseppe Carbone 
Segretario Generale FIALS

29 Luglio 2021

© Riproduzione riservata

Il Budget di salute e le procedure amministrative
Il Budget di salute e le procedure amministrative

Gentile Direttore,la personalizzazione dei percorsi riabilitativi delle persone fragili, l’integrazione socio-sanitaria quale “cifra” identificativa degli interventi e delle azioni a favore delle persone con fragilità, nonché la necessità di delineare...

Il posto dei Pediatri di libera scelta è nei propri studi, non nelle case di Comunità
Il posto dei Pediatri di libera scelta è nei propri studi, non nelle case di Comunità

Gentile Direttore,il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha presentato il 6 dicembre alle Commissioni di Camera e Senato (Affari sociali - Sanità e lavoro) le linee programmatiche del ministero della Salute. Dopo aver...

Esprimiamo forti perplessità sulla riforma stralcio della medicina generale
Esprimiamo forti perplessità sulla riforma stralcio della medicina generale

Gentile Direttore,l'Assimefac esprime profonda perplessità nei confronti della cosiddetta riforma stralcio della medicina generale, siglata qualche giorno fa in Sisac e riguardante l’utilizzo dei medici di medicina generale nelle Case...

La pistola è già da sempre sul comodino, non solo dei malati
La pistola è già da sempre sul comodino, non solo dei malati

Gentile Direttore,tra le molte immagini emerse nel dibattito davanti alla Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito, una ha colpito particolarmente l’opinione pubblica. Alcuni dei malati intervenuti contro l’estensione dell’accesso al...