La programmazione degli interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico del Ssn: la sua verifica facciamola davvero

La programmazione degli interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico del Ssn: la sua verifica facciamola davvero

La programmazione degli interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico del Ssn: la sua verifica facciamola davvero

Gentile direttore,
alcuni giorni fa Qs ha ospitato un intervento molto interessante di Tiziana Frittelli su tema del finanziamento per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del Ssn. Questo tema è assolutamente centrale soprattutto in prospettiva: dati i tempi delle procedure che la riguardano le decisioni prese oggi dalle Regioni avranno un effetto a lungo termine sull’intera loro struttura dell’offerta di servizi e prestazioni. Pensiamo all’edilizia ospedaliera: una programmazione irrispettosa del DM 70 irrigidirà per decenni una rete ospedaliera frammentata, energivora e inefficace. Lo stesso vale per la programmazione degli interventi di adeguamento tecnologico che influirà sulla possibilità di distribuire le tecnologie in grado di favorirne la massima operatività.

L’intervento di Tiziana Frittelli si concentra sulla procedura di ammissione a finanziamento di questi investimenti partendo dalla constatazione che l’articolo 20 della legge finanziaria 67 del 1988 (negli anni costantemente rifinanziato) rappresenta la principale fonte di finanziamento statale rivolta alle Regioni per investimenti in sanità. Articolo che, in particolare, prevede l’istituzione di un programma pluriennale relativo ad interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico. Data questa premessa l’intervento di Frittelli ricostruisce il procedimento amministrativo di impiego delle risorse stanziate che si articola in diverse fasi, ognuna delle quali richiede lunghi tempi tecnici. La prima fase preliminare, gestita dal Ministero della Salute con la Regione interessata, è diretta a selezionare e valutare gli investimenti da inserire nell’accordo di programma con la conseguente predisposizione tecnica dell’accordo di programma.

Nei fatti la programmazione degli investimenti vista dal lato delle Regioni non funziona così. Parto dalla situazione della edilizia sanitaria e in particolare ospedaliera delle Marche che conosco benissimo e che quindi posso confrontare con la ricostruzione, tecnicamente perfetta, di come dovrebbero andare le cose fatta da Tiziana Frittelli. In primo luogo dei circa 760 milioni di euro che la Regione ha programmato di spendere per l’edilizia ospedaliera con il suo Masterplan di edilizia sanitaria del febbraio 2022 solo una minima parte (poco più di 100 milioni) derivano dai fondi dell’Art.20. Dalla Figura allegata tratta dalle slide utilizzate dalla Regione Marche nella presentazione del citato Masterplan si vede come le fonti siano molte altre, dai fondi regionali ad altri fondi statali e ai fondi europei PNRR/PNC.

Su questa base è in corso l’approvazione di un solo Accordo di Programma tra la Regione Marche e i due Ministeri competenti della Salute e della Economia e delle Finanze, un Accordo che riguarda il nuovo Ospedale di Pesaro. Infatti, dei tanti progetti inclusi nel Masterplan questo è l’unico che prevede l’utilizzo dei fondi dell’Art.20. Di questo Accordo ho scritto appena un mese fa qui su Qs ricordando come per logica esso (la Regione Marche l’ha mandato lo scorso agosto e ancora non è nota la valutazione del Nucleo ministeriale competente) non dovrebbe essere approvato visto che il progetto del nuovo Ospedale di Pesaro contribuisce ad appesantire la difformità della rete ospedaliera delle Marche rispetto al DM 70 (solo un dato: 14 ospedali con DEA contro i 10 previsti da DM). Nonostante manchi l’Accordo di Programma per il nuovo Ospedale di Pesaro lo scorso ottobre è già stato firmato il contratto con i progettisti, come si legge in un Comunicato Stampa della Regione. Nella ricostruzione di Frittelli questo contratto avrebbe dovuto seguire la sottoscrizione dell’Accordo di Programma, ma forse ho capito male io (o la Regione Marche). Ma la Regione ha fretta perché a ottobre si torna a votare per le Regionali.

In attesa di una valutazione Ministeriale del nuovo Ospedale di Pesaro, il programma di edilizia ospedaliera della Regione Marche va avanti in totale difformità con le indicazioni del DM 70 e al di fuori di qualunque controllo centrale. Segnalo solo alcune perle riportate nel già citato Masterplan del 2022:

  • la promessa di due nuovi ospedali di cui uno totalmente non finanziato e uno finanziato per metà (per il quale è stata comunque attivata e conclusa una procedura di gara europea per l’aggiudicazione definitiva dei servizi di progettazione, come da comunicato stampa della Regione);
  • 5 progetti per altrettante palazzine DEA (quelle che fanno parte delle 13 già esistenti e delle 14 programmate) finanziate coi fondi PNRR/PNC che dovevano servire per avere ospedali sicuri e sostenibili e che lasceranno insicuri e insostenibili i 5 ospedali interessati (visto che il corpo centrale dell’Ospedale non è interessato dall’intervento e che il personale per tutti questi DEA non c’è);
  • un ospedale di area disagiata che coi fondi PNRR/PNC verrà adeguato con la creazione di due sale operatorie per chirurgia complessa e un reparto di chirurgia generale in totale difformità con l’articolo 20.

Quindi integro la raccomandazione di Tiziana Frittelli (“il legislatore adotti la stessa prontezza e dinamicità che applica nel continuo aggiornamento normativo del Codice degli appalti anche, a monte, sul versante della revisione della complessiva procedura di definizione concordata e di ammissione a finanziamento degli interventi edilizi e degli investimenti tecnologici in sanità”) con un’altra raccomandazione: migliorare la verifica della programmazione degli investimenti estendendola a qualunque investimento a prescindere dalla natura dei fondi utilizzati.

Ultima raccomandazione finale: mettere sotto osservazione subito la programmazione delle Marche prima che sia troppo tardi (e forse troppo tardi lo è già).

Claudio Maria Maffei

Claudio Maria Maffei

20 Febbraio 2025

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