La proposta: un infermiere “tutor” ogni 2/3 studenti e sanzioni Ipasvi per combattere demansionamento

La proposta: un infermiere “tutor” ogni 2/3 studenti e sanzioni Ipasvi per combattere demansionamento

La proposta: un infermiere “tutor” ogni 2/3 studenti e sanzioni Ipasvi per combattere demansionamento

Gentile Direttore,
le scrivo in risposta sia alla lettera del dott. Stanga sia a quella del dott. Sinibaldi. Condivido in pieno tutto ciò che il collega Stanga riporta. Troppo spesso, i nostri colleghi, agiscono nell'ottica del "si è sempre fatto così", disconoscendo la pratica infermieristica basata sulle evidenze. Sempre troppo pochi infermieri si prestano a formarsi in modo continuo, lungo la propria vita professionale, così come ci sono colleghi che vedono la formazione ECM come una raccolta punti o, peggio, come un peso e non come una crescita professionale e personale. La dirigenza, così come affermato dal dott. Sinibaldi, in taluni casi, si approfitta di questo stato di ignoranza in cui versa una parte del nostro corpo professionale. E se ne approfitta, anche, premiando l'ignoranza, anzichè il merito.
 
Un'ignoranza che deriva anche dalla formazione sul campo a livello universitario. Quando uno studente infermiere inizia il suo percorso di tirocinio universitario in un qualunque setting assistenziale si trova a essere considerato il manovale del reparto. Ecco che, lo studente, impara tutti i "segreti" dell'attività ausiliare, impara a essere obbediente e servile, e arriva a credere, erroneamente, che deve svolgere anche attività, in realtà da affidare al personale O.S.S. Non riesce a vedere e a capire l'autonomia professionale infermieristica.

Le soluzioni, a mio avviso, sono tre, alcune drastiche ma, credo, efficaci:
1. Individuazione e inserimento in ogni setting assistenziale di almeno 1 infermiere tutor per 2-3 studenti, retribuito con incentivo economico. L'orario degli studenti a lui affidati dovrà essere concordato con l'infermiere stesso,
2. Vigilanza attiva da parte dell'università sul rispetto rigoroso di quanto sopra indicato e al fine di valutare che lo studente non sia dedicato a svolgere attività demansionanti ma, bensì, formative e di alta qualità, con eventuali ripercussioni anche pecuniarie, verso l'azienda che non rispetti gli obbiettivi di tirocinio,
3. Iniziare a usare il potere sanzionatorio ordinistico – disciplinare, potere che ricade sull'IPASVI. Nel nostro codice deontologico ci sono articoli ben precisi, come il 42 e il 44 che parlano di dignità, di salvaguardia del prestigio professionale. Con l'atteggiamento vessatorio e demansionante messo in atto da taluni coordinatori e dirigenti infermieristici, la dignità e il prestigio non ne risentono certamente in positivo.
 
Il nostro organo di rappresentanza IPASVI così facendo, riuscirà anche a migliorare la qualità delle prestazioni assistenziali erogate al cittadino perchè, avere un infermiere che si dedica all'erogazione di prestazioni infermieristiche di alta qualità è sicuramente sinonimo di sicurezza, efficacia ed efficienza dell'attività infermieristica. Allo stesso modo, una formazione sul campo ad alta valenza scientifica per gli studenti infermieri, migliorerà la gestione autonoma del processo assistenziale infermieristico da parte dei neo laureati: i nostri futuri colleghi.
 
Dott. Carmelo Rinnone
Infermiere

21 Settembre 2015

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