La sanità tra affari e diritti. Ecco perché un’altra medicina è necessaria

La sanità tra affari e diritti. Ecco perché un’altra medicina è necessaria

La sanità tra affari e diritti. Ecco perché un’altra medicina è necessaria

Gentile Direttore, Il peso della sanità privata è in continua crescita; ma pubblico e privato in sanità hanno obiettivi opposti, il primo cresce sulla salute, il secondo sulla malattia.

Gentile Direttore,
la ringrazio per avermi fornito la possibilità di presentare il mio ultimo libro “L’INDUSTRIA DELLA SALUTE. Farmaci, Privatizzazioni e Affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria”, appena pubblicato con ed. PaperFirst con la prefazione del prof. Silvio Garattini.

Le ragioni che mi hanno spinto a scrivere questo testo derivano direttamente dalla mia esperienza dove l’impegno professionale e sociale sono sempre stati inestricabilmente intrecciati fra loro. Dopo quarant’anni trascorsi come medico e volontario in difesa della salute e dei diritti umani, dopo vent’anni impegnati nella lotta all’AIDS con la LILA, la Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, dopo oltre dieci anni dalla nascita di 37e2, la trasmissione sulla sanità che conduco dal 2015 a Radio Popolare, e dopo i progetti e le missioni realizzate in giro per il mondo, dai Balcani al continente africano, sento la necessità, ma anche il dovere, di proporre con questo libro – che affianca la mia newsletter Diritti in Salute – idee e priorità per contribuire, seppur con tutti i miei limiti, a rendere effettivo il diritto di tutti a godere della miglior salute possibile.

La nostra Costituzione riconosce la tutela della salute come diritto universale e garantisce le cure agli indigenti. Ma oggi la possibilità di curarsi appare sempre più dipendente dalla dimensione del singolo portafoglio.

Storie quotidiane del nostro ex glorioso Servizio Sanitario
Renato deve sottoporsi ad un intervento di prostatectomia, se lo farà privatamente sarà operato entro un mese e il preventivo è intorno ai 10.000 euro. Altrimenti “…abbiamo un’attesa di circa cinquanta mesi, sarà nostra premura contattarla non appena arriverà il suo turno”. Cinquanta mesi sono oltre quattro anni!

William si sottopone privatamente ad una prestazione sanitaria, ma al momento di pagare nota che l’orario segnato sulla fattura non coincide con quello in cui si è svolta la visita. Chiede spiegazioni. L’impiegato risponde che quello è l’orario scritto dal professionista per poter esercitare la sua libera professione. Quando l’ha visitato non avrebbe potuto svolgere attività privata, a quell’ora era di turno con il Servizio Sanitario Nazionale, ma “non si preoccupi è soltanto una questione burocratica”.

In Piemonte ad un cittadino che cercava di prenotare una Risonanza è stato fissato un appuntamento alle ore 00.01 di notte. Poco dopo gli è apparso un messaggio: “la data non è reale. Verrà ricontattato……” sta ancora aspettando.

Dall’universalismo delle cure al trionfo del mercato
L’obiettivo de “L’industria della salute” non è fotografare la condizione presente, ma modificarla individuandone le cause, gli interessi in gioco e le connivenze dettate da convergenza d’interessi più o meno leciti. Documentando tutto in modo ampio e inconfutabile. Perché in gioco c’è la vita di noi tutti a cominciare da quella dei più fragili e dei più poveri.

A Glasgow, all’inizio di questo millennio, la differenza nell’aspettativa di vita alla nascita tra gli abitanti del quartiere più ricco e di quello più povero, distanti fra loro una decina di chilometri, era di ventotto anni: 82 contro 54.

Sono sempre più numerosi i farmaci che improvvisamente diventano introvabili, scompaiono dalle farmacie e il cittadino/paziente rimane solo e disperato difronte al comunicato dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco: “Al momento la ditta non ha dichiarato la data di fine carenza….”.

È accaduto che per la medesima patologia fossero disponibili due farmaci, uno dieci volte più costoso dell’altro. Le due aziende produttrici, fra loro finanziariamente intrecciate, riuscirono per diversi anni a imporre sul mercato, a spese dello stato, il farmaco più costoso.

La sanità, dalla cura all’assistenza e ai farmaci, è oggi uno dei principali mercati mondiali che coinvolge grandi realtà industriali e fondi finanziari.

“Anche la legislazione sostiene il mercato – scrive nella prefazione il prof. Silvio Garattini – perché permette di approvare i nuovi farmaci sulla base di tre caratteristiche: qualità, efficacia e sicurezza. Caratteristiche importanti ma non sufficienti perché non ci dicono come si classificano rispetto ai farmaci esistenti per la stessa indicazione terapeutica. Sarebbe necessario dire “Qualità, efficacia, sicurezza e valore terapeutico aggiunto”, ma ciò non si vuole realizzare perché diminuirebbe il mercato”

Da “pazienti” ad attivisti
Le quindici principali aziende farmaceutiche hanno accumulato, tra il 2018 e il 2023, anche grazie al monopolio garantito dai brevetti – secondo quanto riportato dai giornalisti di Investigate Europe – circa 580 miliardi di euro.

Il tentativo di costruire un’azienda farmaceutica pubblica a dimensione europea è stato immediatamente contrastato. Mentre la prevenzione è ridotta ai minimi termini.

Il peso della sanità privata è in continua crescita; ma pubblico e privato in sanità hanno obiettivi opposti, il primo cresce sulla salute, il secondo sulla malattia.

“L’industria della salute” si snoda intrecciando la dimensione locale con quella globale, documentando alcuni degli scandali più clamorosi che hanno coinvolto poteri nazionali e sovranazionali e mostrando l’enorme articolazione dei conflitti d’interesse. Costante è l’invito ai cittadini a non accettare passivamente di essere trasformati da soggetti detentori di diritti in clienti; molteplici sono le forme di attivismo possibili. Fondamentale è la costruzione di un’alleanza dal basso tra cittadini ed operatori sanitari.

Un’altra medicina è necessaria
Dobbiamo anche chiederci se questo modello sia in prospettiva sostenibile o se esista il concreto rischio che un numero sempre minore di persone potrà utilizzare le nuove scoperte delle scienze mediche.

Non si tratta ovviamente di fermare la ricerca, ma di orientarla verso una direzione differente.

Mettere in discussione l’attuale visione della medicina è quindi urgente e inevitabile per chi è ancora convinto che il diritto alla salute sia un diritto universale e che il bene comune debba essere al centro dei progetti futuri dell’umanità.

Dott. Vittorio Agnoletto

30 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario
Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario

Gentile direttore,laRelazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti, una manciata di giorni fa, ci ha restituito un quadro del mondo sanitario bifronte. Se da un lato...

Un virtuoso modello di sanità pubblica
Un virtuoso modello di sanità pubblica

Gentile Direttore, sempre più spesso sono oggetto di cronaca eventi conflittuali tra il management sanitario e i professionisti della salute nelle aziende sanitarie pubbliche. Sono situazioni che stimolano una profonda...

Cure Primarie Pediatriche. La proposta dell’Associazione Culturale Pediatri per ripensare la salute dell’infanzia e dell’adolescenza
Cure Primarie Pediatriche. La proposta dell’Associazione Culturale Pediatri per ripensare la salute dell’infanzia e dell’adolescenza

Gentile Direttore,la riorganizzazione dell’assistenza territoriale rappresenta una delle principali sfide che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è chiamato ad affrontare. In questo contesto, la riflessione sulle Cure Primarie Pediatriche non...

Il Budget di salute e le procedure amministrative
Il Budget di salute e le procedure amministrative

Gentile Direttore,la personalizzazione dei percorsi riabilitativi delle persone fragili, l’integrazione socio-sanitaria quale “cifra” identificativa degli interventi e delle azioni a favore delle persone con fragilità, nonché la necessità di delineare...