La Terapia Manuale non fa parte delle Medicine Alternative

La Terapia Manuale non fa parte delle Medicine Alternative

La Terapia Manuale non fa parte delle Medicine Alternative

Gentile Direttore,
sul confronto tra il presidente dell’ISS Walter Ricciardi e Maurizio Romani (Idv), il promotore del Simposio sulle Medicine Alternative al Senato, vorrei intervenire con una precisazione, visto che si è parlato di efficacia della Terapia Manuale come Medicina Alternativa. Romani afferma, infatti, che “in alcuni trial randomizzati e controllati condotti dall'Oms si è dimostrato come per il trattamento delle cervicalgie, si siano ottenuti risultati migliori, anche in termini economici, in quei gruppi che sono stati sottoposti a terapie manuali, piuttosto che in quelli che sono stati presi in carico dal fisioterapista o dal medico di medicina generale”.


 


Suppongo che il senatore si riferisca all’articolo di Korthals de Bos (2003), citato nel documento WHO Traditional Medicine Strategy 2014-2023, dato che non indica alcuna fonte, ma tale pubblicazione viene citata in maniera inappropriata.
Le “terapie manuali” di tale studio, infatti, sono state tutte effettuate da 6 fisioterapisti specialisti in terapia manuale, con percorso postuniversitario di 3 anni, certificato dalla Federazione Internazionale di Terapia Manuale (IFOMPT), che è rappresentata in Italia, dal Gruppo di Terapia Manuale di cui sono Presidente.

Tale studio, quindi, non sostiene affatto che le terapie alternative, come osteopatia e chiropratica, siano più efficaci della fisioterapia o dell’approccio del medico di base, bensì che il fisioterapista specialista in Terapia Manuale, con percorso universitario postlaurea ottenga risultati migliori e con minore costo, rispetto a colleghi fisioterapisti con formazione più breve e non specialistica o all’intervento del medico di base, cosa già fatta notare dai colleghi Quartemain e MacGregor (2003).

Inoltre, come ho evidenziato altre volte su questo quotidiano, la Terapia Manuale non è affatto classificabile tra le Medicine Alternative e/o Complementari, dato che IFOMPT la definisce come “una specializzazione della fisioterapia per il trattamento delle patologie neuro-muscolo-scheletriche, basata sul ragionamento clinico, e che utilizza approcci di trattamento altamente specifici, che includono le tecniche manuali e gli esercizi terapeutici".

L’altro studio citato da Romani, suppongo di Kooreman (2012), sempre nel documento WHO Traditional Medicine Strategy 2014-2023, ha dimostrato come il medico di medicina generale con formazione anche in medicina complementare e integrata abbia pazienti con tassi di mortalità più bassi e con minori costi, ed anche in questo caso parliamo di professioni sanitarie già esistenti, con formazione primaria in medicina convenzionale, alla quale segue una formazione anche in medicina complementare, che è il modello da sempre sostenuto dalla nostra Associazione Professionale (AIFI).

Quindi cosa ben diversa dal DDL 3868 che vuole istituire nuove professioni sanitarie con formazione esclusivamente in Medicina Alternativa e senza il rispetto della legge 43/2006, che al comma 3 dell’art. 5 prevede che “L'individuazione è subordinata ad un parere tecnico-scientifico, espresso da apposite commissioni, operanti nell'ambito del Consiglio superiore di sanità di volta in volta nominate dal Ministero della salute, alle quali partecipano esperti designati dal Ministero della salute e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i rappresentanti degli ordini delle professioni di cui all'articolo 1, comma 1”.

Concordiamo quindi pienamente con le parole di Walter Ricciardi, quando afferma che “L’evidenza e l’efficacia dimostrate attraverso il metodo scientifico e l'interesse dei cittadini devono essere la stella polare che guida le azioni di promozione della salute e dell’offerta pubblica dei servizi sanitari”, ma continuiamo ad osservare errori, imprecisioni e continua assenza di chiare prove di efficacia da parte dei sostenitori delle medicine alternative e/o non convenzionali, ma continuano imperterriti a chiedere un riconoscimento.
 
Davide B.Albertoni
Presidente Nazionale del Gruppo di Terapia Manuale – AIFI
Consigliere Nazionale AIFI

 
Riferimenti Bibliografici:
Kooreman P, Baars EW. Patients whose GP knows complementary medicine tend to have lower costs and live longer. European Journal of Health Economics, 2012, 13(6):769–776.
Korthals-de Bos IB, Hoving JL, van Tulder MW, Rutten-van Mölken MP, Adèr HJ, de Vet HC, Koes BW, Vondeling H, Bouter LM. Cost effectiveness of physiotherapy, manual therapy, and general practitioner care for neck pain: economic evaluation alongside a randomised controlled trial. BMJ. 2003 Apr 26;326(7395):911.
Quartermaine DM, MacGregor G. Manual therapy is component of physiotherapy. BMJ. 2003 Aug 16;327(7411):395. 

23 Settembre 2016

© Riproduzione riservata

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