Lauree magistrali. Quei posti in più per la riabilitazione. Ma per far cosa?

Lauree magistrali. Quei posti in più per la riabilitazione. Ma per far cosa?

Lauree magistrali. Quei posti in più per la riabilitazione. Ma per far cosa?

Gentile Direttore,
forse ci stanno pure prendendo in giro. Nel prendere atto, per altro con un certo sarcasmo, che l'aumento più significativo dei posti a disposizione per i bandi per le Lauree Magistrali 2013/2014 riguarda l'area della riabilitazione, una domanda mi sorge spontanea:" ma per fare cosa?".
 
E’ questa la strada per la valorizzazione delle Professioni Sanitarie? Ed è sempre questa la programmazione del MIUR a seguito degli incontri Stato- Regioni? La mia osservazione non è poi così peregrina visto che l'attuazione della legge 251/00, che, nonostante la saccente arroganza di qualche strapagato “burocretino”, prevedeva Servizi per area diretti da un Dirigente proveniente dall'area stessa, è stata oggetto delle più incredibili interpretazioni, totalmente prive di strategia politica nel riordino dei modelli organizzativi delle Professioni Sanitarie così da avvallare  le cose più astruse, rendendo inutili proprio queste Lauree e le finalità di legge.
 
In Lombardia ci sono Servizi che, pur inglobando tutti i professionisti del comparto, nel loro regolamento sono nati praticamente solo per la semplicità della tenuta dei compiti affidati. Chi come il sottoscritto ha cercato di farli ragionare si è reso conto di che muso di bronzo siano capaci e contro quale muro di gomma si vada sempre sostanzialmente a sbattere. A parte qualche isola felice, la realtà nazionale è del tutto deludente e non si può pensare di aver fatto un bell'affare demotivando proprio la risorsa umana costituita da quei professionisti più preparati che si vedono costantemente tagliati fuori da questa partita.
 
E' di tutta evidenza che in questo novero potrebbero essere rendicontati anche i 1268 nuovi Dottori Magistrarli delle aree della riabilitazione, tecnico diagnostica e assistenziali e della prevenzione, sempre che non ci si renda conto che va cambiato registro. In Lombardia Mario Mantovani, l'attuale Vice- Presidente della Regione e Assessore alla Sanità, in campagna elettorale, proprio dalle pagine della sua testata, aveva sottoscritto l'appello lanciato da chi scrive, dalla Loredana Bonelli e da Luigi Peroni per dare attuazione alla legge 251/00, ma per ora dobbiamo prendere atto che i Poa sono stati approvati senza alcuna novità nel merito. Che non sempre "nessuna nuova” si possa considerare una "buona nuova"?
 
Gianni Melotti

08 Agosto 2013

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...