Lazio. Per risolvere i problemi, più voce ai sindacati

Lazio. Per risolvere i problemi, più voce ai sindacati

Lazio. Per risolvere i problemi, più voce ai sindacati

Gentile direttore,
negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un susseguirsi di annunci relativi al comparto sanitario da parte della Regione Lazio; ad esempio: lo stanziamento di fondi per le prime 3 Case della Salute e per la proroga di un anno percirca 125 operatori di un Centro di salute mentale. E ancora: la nomina deiDirettori Generali secondo criteri di trasparenza, la comunicazione di direttive ad hoc per gli ospedali, nell'intento di gestire e arginare il sovraffollamento dei pazienti. Il mandato di 40 sentinelle, che monitoreranno la legalità inogni Asl e, infine, l’organizzazione di Tavoli tecnici per l'istituzione delle Case della Salute, come risposta al bisogno di salute del territorio. Tutte iniziative di cui attendiamo sviluppi concreti.


 


Ma ci chiediamo quando (e con quali modalità) verranno affrontati, dalla Giunta, i problemi atavici di questa Regione:
1) Iperafflusso nei Pronto Soccorso;
2) Problematiche annesse alla pianta organica ospedaliera, con persistenza di precariato reiterato;
3) La grave mancanza di posti letto per acuti;
4) Il continuo proliferare di strutture accreditate per post-acuzie; non sempre idonee a gestire casi di questo tipo;
5) Le infinite liste di attesa;
6) La carenza di medici addetti al servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica).

Il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio, è assolutamente disponibile a qualsiasi confronto; pronto a dare il proprio contributo, anche partecipando a tutti i Tavoli tecnici istituiti. Con la consapevolezza di far parte di una Regione in Piano di rientro. Ma, nello stesso tempo, vorremmo molto di più da questa Giunta. Ad esempio un atto di coraggio che, finora, non abbiamo affatto riscontarto. Non è possibile, infatti, risolvere i problemi della sanità laziale con dei "pannicelli caldi" e con fondi irrisori.

Siamo altrettanto consci che il precariato è un problema di carattere nazionale, ma la Regione potrebbe richiamare l'attenzione del Governo sul fatto che, la persistenza del precariato (reiterato oltre i 3 anni), ci sta portando ad una sanzione da parte dell'Europa; in quanto è in netto contrasto con la Direttiva Europea 1999/70/CE, che non ammette questo genere di difficoltà in Sanità.

E allora viene da chiedersi: è giusto pagare l'ennesima sanzione all'Europa? Non sarebbe più ragionevole, invece, assorbire la maggior parte dei precari concontratti di oltre 3 anni, in modo da garantire un servizio essenziale soprattutto nei dipartimenti di emergenza? (Pronto Soccorso,118, Rianimazione, Utic). La risposta è ovvia. Ecco perché insistiamo e continueremo a chiedere, anche in occasione dei Tavoli tecnici, un confronto con il presidente Nicola Zingaretti, su queste spinose tematiche. Tavoli che, ad oggi, non sono stati mai istituiti, e lo diciamo con grande rammarico, nonostante le ripetute richieste e segnalazioni da parte delle varie organizzazioni sindacali di categoria. Il Presidente della regione Lazio dovrebbe mostrare fiducia non solo nei suoi stretti collaboratori, ma anche nelle parti sociali rappresentati da operatori che, quotidianamente, affrontano e risolvono problemi di salute, sperimentando e vivendo sul campo tutte le difficoltà appena descritte.

Francesca Perri 
Responsabile nazionale Smi per il 118 e Pronto Soccorso

11 Febbraio 2014

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