Le cure palliative sono importanti anche per il malato neurologico

Le cure palliative sono importanti anche per il malato neurologico

Le cure palliative sono importanti anche per il malato neurologico

Gentile Direttore,
un breve addendum a quanto da voi riportato in Quotidiano Sanità del 29 ottobre us, a proposito dell’ultimo Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dei numeri allarmanti di malati affetti da patologie neurologiche croniche. A tutti i partecipanti al Congresso è stato distribuito un libretto contenente il Documento Intersocietario SICP-SIN dal titolo “Le Cure Palliative nel malato neurologico”. Come evidenziato nella Prefazione dei Presidenti delle due Società (per la SIN Gianluigi Mancardi e per la Società Italiana di Cure Palliative Italo Penco) tale documento “rappresenta una tappa importante nella collaborazione avviata fra la SICP e la SIN con l’obiettivo di far conoscere e sostenere lo sviluppo delle cure palliative nelle malattie neurologiche di tipo cronico- degenerativo.
 
La transizione demografica e la crescente prevalenza di tali patologie stanno, infatti, alimentando bisogni di cura sempre più intensi e diffusi nei malati e nei loro famigliari. Tali bisogni, per numero e caratteristiche, possono essere soddisfatti solo con una sempre più stretta collaborazione fra équipe di Cure palliative e di Neurologia che permetta di superare efficacemente le barriere specialistiche e quelle esistenti fra ospedale e territorio.”
 
Lo scopo di questo documento è proprio quello di sensibilizzare i neurologi all’approccio palliativo e ai suoi princìpi e parallelamente informare i medici palliativisti della complessità e peculiarità delle malattie neurologiche.
 
La cultura della palliazione in Italia è purtroppo molto poco diffusa, nonostante vari anni siano passati dall’approvazione della legge sulle Cure Palliative (CP) (38/2010) che ha definitivamente esplicitato che il malato a cui sono dirette le CP è “la persona affetta da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo, per la quale non esistono terapie o, se esse esistono, sono inadeguate o sono risultate inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita” ( quindi non solo i malati oncologici) e la legge sul Consenso Informato e le DAT (219/2017) abbia ribadito la necessità di informazione e formazione del personale sanitario sulle CP.
 
Molti fra i medici infatti ritengono che le CP siano riservate ai malati oncologici e in particolare alle cure del fine vita, opinione rafforzata dal fatto che tuttora, con alcune eccezioni in poche regioni italiane, mentre i bisogni dei malati oncologici sono riconosciuti e affrontati, per le altre malattie croniche fra cui quelle neurologiche, la situazione è molto carente, sia sul piano formativo che in quello della organizzazione di Unità di CP ospedaliere e territoriali, e questo nonostante la letteratura internazionale sull’argomento evidenzi che le CP migliorino la qualità di vita.
 
Nelle nostre intenzioni questo documento dovrebbe essere anche una risorsa per i sanitari che localmente si confrontano con i programmatori regionali e i regolatori locali dei percorsi di cura, al fine di sostenere con l’evidenza scientifica un’allocazione di risorse adeguate a far fronte ai bisogni attuali o emergenti. I programmi di CP, con qualificata assistenza ai malati e alle loro famiglie nelle varie fasi della malattia, potrebbero ridurre il numero di accessi in P.S. e ricoveri in emergenza (spesso impropri e traumatici per il malato e la famiglia) e le ospedalizzazioni in letti per acuti nelle fasi finali della vita.
 
Eugenio Pucci, Giuseppe Moretto e  Daniela Tarquini
A nome del Gruppo di Studio per la Bioetica e le Cure Palliative della SIN

05 Novembre 2018

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