Le signore di San Pietroburgo

Le signore di San Pietroburgo

Le signore di San Pietroburgo

Gentile Direttore,
la famosa città russa, oltre che per aver cambiato nome più volte, è nota anche per il proprio ricchissimo museo dell'Ermitage, la splendida metropolitana, la Prospettiva Nevskij e mille altre bellezze culturali. Ci piace però soffermarci su una di quelle forse meno conosciute. Stanche delle sofferenze e delle privazioni imposte da un conflitto dalle proporzioni fino allora inaudite, che si andava a sommare alla quasi totale assenza di diritti civili dovute al regime zarista, le donne russe si sollevarono in gran numero e scesero in piazza, a San Pietroburgo, per chiedere la fine della guerra.
 
Era l'8 marzo del 1917, e sia pur con le dovute differenze tra il calendario giuliano e quello gregoriano…sono passati cento anni. Quello fu – secondo molti autorevoli storici – il primo atto della rivoluzione russa.
 
Ma se quella fu, senza dubbio, una rivoluzione dall'importanza socio-politica che ha influenzato la storia mondiale per tutto questo secolo…ebbene quelle donne, assieme a tante altre famose e tantissime altre eroine senza risonanza, non sono mai state considerate a sufficienza.
 
In questi giorni è iniziata una sottoscrizione pubblica per il restauro di un dipinto del "l'ultima cena" meno noto al grande pubblico. Si trova a Firenze, è bellissimo e ha la singolare particolarità che fu dipinto molti secoli fa da una donna. Una suora. A quei tempi non c'erano molte scelte possibili per le ragazze di buona famiglia, e soprattutto non potevano studiare ne' intraprendere mestieri. Ecco che suor Plautilla (il nome che aveva scelto) Nelli dipingeva, autodidatta e misconosciuta, in un convento, senza modelli, senza studio.
 
Inizia il mese di marzo del 2017 e giunge la notizia che una coraggiosa infermiera liberiana è deceduta per le complicazioni di un parto. In realtà è morta per l'ignoranza dell'ambiente che la circondava, da cui era riuscita ad emanciparsi e che lottava con tutte le proprie forze per migliorare. Aveva superato il virus Ebola ed è rimasta vittima dell'ignoranza cieca. Ed è successo nel 2017.
 
E ci sono violenze ogni giorno perché c'è ignoranza ogni giorno. Perché il tempo passa, ma la società non si evolve. Perché gli uomini e le donne non sono "persone" tutte assieme. E perché forse anche noi sbagliamo nel coniare termini di genere come "femminicidio". Certo…la violenza è ancor più odiosa quando si fa forte di momentanee debolezze fisiche e psicologiche altrui, ma occorre pensare ad educare correttamente chi la esercita, anziché rivolgere le sole attenzioni verso chi la subisce.
 
E ci piace notare che, tra gli articoli determinativi, il "LA" è quello che precede le parole culturalmente ed umanamente più importanti (LA vita, LA mamma, LA famiglia, LA Patria, LA religione…LA scuola, LA musica, LA danza, LA storia, LA geografia).
A ben pensarci…le cose più importanti sono al femminile (per noi anche…la CISL). IL disprezzo, IL rancore, IL razzismo, IL delitto…sono tutti termini maschili.
E allora, al di là di ogni retorica, lavoriamo affinché nel più breve tempo possibile si colmi il divario di condizioni che affligge il mondo da troppo tempo.
 
Offriamo un fiore, un sorriso, un gesto cortese e rispettoso a qualsiasi donna che incontriamo. Assieme alle nostre scuse per tutti gli anni che abbiamo loro rubato.
 
Perché non esiste donna troppo ricca per non gradire un'attenzione, ne' donna così povera da non poter offrire un sorriso. Non c'è donna talmente forte da non aver sollievo da un sostegno, ne' donna tanto debole da non saper donare aiuto. E le donne ci donano tutto, in silenzio. La generosità è femminile, l'egoismo…no.
 
Oggi 8 marzo ci piace ricordare le donne di San Pietroburgo e  tutta l'umanità al femminile.
 
Biagio Papotto
Segretario nazionale Cisl Medici

08 Marzo 2017

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