Le soglie Oms-Ocse non esistono. Ma l’allarme sulla spesa sanitaria italiana è reale

Le soglie Oms-Ocse non esistono. Ma l’allarme sulla spesa sanitaria italiana è reale

Le soglie Oms-Ocse non esistono. Ma l’allarme sulla spesa sanitaria italiana è reale

Gentile Direttore,
la spesa sanitaria pubblica sotto il 6.5% è sotto la soglia di sicurezza indicata dall’OMS? Si tratta, come lei osserva, di una affermazione assolutamente impropria. Infatti: l’OMS non indica soglie di sicurezza (come lei giustamente rileva); non esistono “soglie” in tale settore, ma valutazioni politiche e socio-economiche; non è rilevante la percentuale di Pil, ma il rapporto bisogni/spesa pro capite.
 
Ciò detto la riduzione spesa sanitaria pubblica al disotto del 6.5%, in Italia, rappresenta un rischio per il Servizio sanitario nazionale? Si. Un grave rischio e un (ulteriore) tassello nel percorso verso il suo lento, ma costante, smantellamento.
 
Infatti la spesa per la sanità pubblica in Italia è, in questi anni, in continua diminuzione. Questa è una verità incontrovertibile, e chi afferma il contrario mente, o per ignoranza o sapendo di mentire.
 
La realtà è  così riassumibile:
 
1. Il finanziamento sanitario pubblico è costantemente diminuito rispetto ai bisogni della popolazione. Infatti, poiché la popolazione invecchia, i bisogni sanitari (consumo di farmaci, percentuale di cronicità e disabilità etc) aumentano.
 
2. Gli investimenti sono costantemente diminuiti: nell’ultimo quadriennio ridotto di oltre il 42% (Corte dei Conti, Audizione sul Documento di economia e finanze, maggio 2018)
 
3. Il finanziamento sanitario pubblico è costantemente diminuito rispetto agli accordi via via definiti con le Regioni e le parti sociali, nelle previsioni del Def 2014 rispetto al Def 2013, nel successivo patto per la salute 2014 – 2016, nella legge di Stabilità 2016   e poi negli ultimi due Def.
 
4. Il finanziamento sanitario pubblico è diminuito rispetto alle prestazioni sanitarie definite nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma non finanziate.
 
5. Il finanziamento sanitario pubblico è diminuito rispetto al Pil, con la previsione, contenuta del Def 2018, di riduzione del finanziamento al 6.4 % nel 2019 e al 6.3% nel 2020 e 2021.
 
6. Il finanziamento sanitario pubblico è diminuito, in termini di spesa reale pro capite, di ben € 95,3 nel decennio 2005 -2015.  
 
Questa è la realtà che emerge da un’analisi delle politiche finanziarie e di welfare degli ultimi anni.
 
Da una necessaria e comprensibile azione di ricerca di appropriatezza ed efficientamento del Servizio sanitario nazionale, che si è dimostrato, nel suo insieme, sobrio e resiliente, si è passati a trasformarlo nel  Bancomat della finanza pubblica, nella incapacità di intraprendere politiche espansive e una seria riforma fiscale.
 
Marco Geddes da Filicaia
 

16 Maggio 2018

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