Legge Gelli. Sui consulenti Soi sbaglia

Legge Gelli. Sui consulenti Soi sbaglia

Legge Gelli. Sui consulenti Soi sbaglia

Gentile Direttore,
l’Associazione Italiana Medici Oculisti interviene in merito alla Delibera adottata dal CSM contenente le indicazioni ai tribunali sui conferimenti degli incarichi peritali in esecuzione della Legge Gelli e esprime apprezzamenti sul tentativo di andare nella direzione della ricerca di un’equa distribuzione e della trasparenza nelle nomine.
 
Appare corretta l’indicazione secondo la quale Il “collegio” deve comprendere il medico legale e almeno uno specialista nella materia di cui si discute nel procedimento, specialista con specifica e pratica conoscenza dell’ oggetto del procedimento.
 
Per quanto riguarda la revisione degli albi e la suddivisione delle specializzazioni dei consulenti e dei periti sulla base di indicazioni uniformi per tutto il Paese, individuate dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, è evidente che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici dovrà necessariamente avvalersi delle Società Scientifiche di settore per avere un elenco completo e dettagliato dei professionisti individuati come idonei a ricoprire l'incarico nello specifico procedimento per cui vi e richiesta, anche nel caso in cui si debba effettuare la nomina di un professionista non iscritto nell’albo e attendiamo precise indicazioni in questo senso.

La Federazione dei Medici, insieme alle Società Scientifiche, dovrà farsi garante del possesso da parte dei professionisti indicati dell’ esperienza anche pratica che consenta l'espletamento dell'incarico e l’imparzialità rispetto ai fatti e ai soggetti coinvolti nel procedimento, ovvero l’assenza di conflitto d’interessi.

Ci sentiamo di dissentire sull’affermazione di SOI (Società Oftalmologia Italiana) secondo la quale “I medici se sono bravi lavorano come chirurghi e, salvo casi eccezionali, non frequentano le aule di giustizia“; a nostro parere esistono bravissimi medici, non chirurghi, con eccezionali competenze cliniche, utili per giudicare casi di contenziosi vertenti su presunte diagnosi cliniche errate; sarebbe utile che questi bravi medici così come i bravi chirurghi, proprio per quanto detto prima, frequentassero le aule di tribunale per poter contribuire a giudicare con la dovuta competenza i casi più controversi.
 
Alessandra Balestrazzi
Referente AIMO per i rapporti con enti e istituzioni 

05 Novembre 2017

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