Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario

Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario

Lo sguardo della Corte dei conti sul mondo sanitario

Gentile direttore, la Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti, una manciata di giorni fa, ci ha restituito un quadro del mondo sanitario bifronte.

Gentile direttore,
laRelazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti, una manciata di giorni fa, ci ha restituito un quadro del mondo sanitario bifronte.

Se da un lato gli stanziamenti del Ministero della Salute hanno fatto registrare un incremento del 18,3% rispetto all’anno precedente per aver raggiunto nel 2025 i 3,24 miliardi di euro e, quindi, segnato una crescita delle risorse disponibili, dall’altro ha messo in luceun peggioramento della capacità di trasformare i finanziamenti in spesa effettiva, investimenti e interventi concreti.

E, in un momento in cui il nostro SSN è chiamato ad affrontare delle sfide piuttosto complesse che spaziano dall’attuazione del PNRR, allo sviluppo dell’assistenza territoriale, a far fronte alla carenza di professionisti sanitari a fronte della crescente domanda di presa in carico delle cronicità, tali considerazioni acquistano un valore di non poco momento.

Ciò a dire che se gli stanziamenti complessivi finali del Ministero della Salute – che gli fanno, per l’appunto, superare i 3,2 miliardi di euro – sono una cifra di per sé ragguardevole, se valutata nelle percentuali in cui si suddivide, mostra tutta la fragilità.

Ad assorbire la maggior parte delle disponibilità totali, nella misura del 76,7%, è la “Tutela della salute”, mentre la “Ricerca ed innovazione” raggiunge il 18,1 %, e i “Servizi istituzionali e generali della Pubblica amministrazione” il 5,2% delle risorse con ciò evidenziando che se le attività strettamente connesse alla tutela sanitaria possono godere di un discreto margine di tutela, a soffrire di incertezze e ad avvertirela necessità di garantire delle capacità operative e organizzative del settore adeguate al bisogno di trasformare gli stanziamenti in interventi concreti, sono gli altri due settori.

I numeri sono spietati e mostrano – in tutta la freddezza di cui solo essi sono capaci – che la capacità di spesa del Ministero è peggiorata.

LaRelazione sul Rendiconto Generale dello Stato della Corte dei conti è annuale e quest’anno ha rilevato che nel corso del 2025 il Ministero, al netto delle risorse residue legate all’emergenza Covid-19, ha avuto a disposizione una massa impegnabile di 2,712 miliardi di euro.

Gli impegni complessivi si sono fermati a 2,317 miliardi, determinando una capacità di impegno dell’85,5%, in diminuzione di oltre quattro punti percentuali rispetto al 2024.

Ancora più evidente risulta il rallentamento dei pagamenti.

Il tasso di finalizzazione della spesa è sceso al 45,2%, contro il 50,3% dell’anno precedente e il 59,5% addirittura registrato nel 2023.

Nel tradurre i freddi numeri in fatti, si sono rinvenute crescenti difficoltà nel convertire le risorse disponibili in programmi, investimenti e attività operative nei tempi previsti.

La semplice questione contabile declinandola in termini organizzativi, si è rivelata un indicatore che misura la capacità amministrativa del sistema di mettere in pratica le politiche sanitarie.

A mostrare, allora, tutta la loro criticità restano gli investimenti – ovvero la componente in conto capitale – interessati, come sono, dalla contrazione della capacità di spesa e tale circostanza, in un momento in cui il Sistema Sanitario ha il pesantissimo onere di completare i numerosi interventi di modernizzazione che vanno dalla digitalizzazione dei servizi al potenziamento delle infrastrutture territoriali previste dal PNRR, il rilievo che assume è di assoluto non poco momento.

E il rallentamento degli investimenti, in disparte l’allungamento dei tempi di attuazione delle riforme, comporta inevitabilmente la riduzione della capacità del sistema di rispondere in maniera strutturale ai bisogni assistenziali della popolazione.

E la stessa “Tutela della salute” che, come detto, è la missione che assorbe la maggior parte delle disponibilità totali, per totalizzarle nella misura del 76,7%, mostra un peggioramento della capacità di spesa, con un tasso di finalizzazione che passa dal 45,3% al 39,6%.

Nell’anno rendicontato, ovvero il 2025, i giudici contabili hanno registrato un numero di pagamenti complessivi, minore che nel passato essendo diminuiti del 5% perché, dai 2.093,3 milioni di euro nel 2024, sono scesi ai 1.988,1 milioni nel 2025.

E l’esame approfondito dell’oggetto della spesa ci consegna un quadro del tutto sbilanciato in quanto la quasi totalità dei pagamenti continua a essere assorbita dalla spesa corrente, rappresentando il 94,2% del totale mentre solo il 5,8% riguarda invece la spesa in conto capitale.

E ciò, senza essere dei fini economisti, si appalesa uno sbilanciamento caratteristico della sanità del nostro Paese dove il peso predominante delle spese è di quelle necessarie a garantire il funzionamento ordinario del sistema, rispetto alle risorse destinate all’innovazione e al rafforzamento strutturale.

Tanto si dimostra quasi una costante della gestione del mondo sanitario che ci conferma che la disponibilità di maggiori risorse a nulla serve se non si possiede la capacità di una loro attuazione e di un loro buon utilizzo.

In buona sostanza, la Relazione annuale della Corte dei conti ha evidenziato che seppur il Ministero della Salute nell’anno 2025 ha potuto contare su una quantità di risorse in aumento, ha incontrato maggiori problematicità nel trasformarle in spesa effettiva e investimenti.

Per cui le difficoltà non si annidano nel poter disporre di una significativa disponibilità finanziariain senso stretto, quanto nella capacità di attuazione delle politiche sanitarie.

Tanto significa che per far fronte alle sempre più pressanti necessità di servizi, infrastrutture, innovazione organizzativa e migliori condizioni di lavoro per i professionisti sanitari, in un momento così importante per il futuro del SSN, a dominare non sarà la ricerca di reperimento di nuovi fondi, quanto piuttosto la capacità di garantire la loro trasformazione in dette necessità.

Fernanda Fraioli
Presidente di Sezione della Corte dei Conti
Procuratore regionale per il Piemonte

30 Giugno 2026

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