Medici di famiglia in pensione e quegli annunci di subentro…

Medici di famiglia in pensione e quegli annunci di subentro…

Medici di famiglia in pensione e quegli annunci di subentro…

Gentile Direttore,
quando un medico di famiglia va in pensione, può nascere il problema della continuità dell’assistenza dei pazienti. Questi ultimi devono lasciare il proprio medico e hanno l’incognita di chi li assisterà dopo il pensionamento di chi li ha avuto in carico per decenni. Alcuni Colleghi da anni seguono una vecchia consuetudine di lasciare l’ambulatorio e i pazienti nelle mani di un giovane volenteroso medico neoconvenzionato, che in un primo momento collabora con il pensionando per poi prendere il suo posto. Una sorta di staffetta tra pensionando e giovane!
 
Potrebbe sembrare una cosa vantaggiosa proprio per la continuità della presa in carico dei pazienti. Cosa potrebbe, però, nascondere un meccanismo del genere? Con quali parametri si sceglie il giovane collaboratore? Gli si fa un colloquio? Lo si mette alla prova? E il pensionando usa tutta la sua esperienza e competenza per rendersi conto se il giovane sia competente, o meno, nonostante sia un dottore in medicina e chirurgia, abilitato e specializzato?
 
L’ENPAM da anni ha proposto la collaborazione tra un medico di medicina generale pensionando e un giovane, in cui il giovane percepisce parte dello stipendio del meno giovane, il quale, quest’ultimo, ha il vantaggio di avere un anticipo della propria pensione. Si potrebbe attuare subito una cosa del genere! Perché non lo si fa? Perché non si riescono a stabilire i parametri di accesso?
 
Forse perché nella Categoria vi sono interessi divergenti? Analizziamo la cosa: i Medici di Assistenza Primaria hanno il diritto di scegliersi il proprio collaboratore, in quanto godono dello status i liberi professionisti; i Medici di Continuità Assistenziale hanno il diritto che la scelta sia fatta per graduatoria regionale, altrimenti i loro preziosi punteggi, accumulati negli anni con i titoli di servizio, sarebbero vanificati; i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale vogliono che quel collaboratore sia uno di loro affinchè la loro miserrima borsa di studio sia integrata. Quale di queste tre esigenze è la più giusta? Per ora, né l’ENPAM, né i sindacati di Categoria hanno trovato una soluzione.
 
Eppure c’è chi un modo di far quadrare il cerchio, l’ha trovato. Sono quei Medici che pubblicano annunci, come quelli che pullulano su un noto quotidiano online rivolto ai medici, dove si chiede spesso con il termine SUBENTRO che un giovane medico convenzionato prenda il posto dell’anziano pensionando. Cosa è il subentro? Un gruppo di Medici campani, tra cui il sottoscritto, ha posto il quesito all’Ordine dei Medici e Chirurghi della Provincia di Napoli, a mezzo pec, segnalando un annuncio di un Medico di Famiglia, operante nel territorio dell’ASL Napoli 1 Centro.
 
Nella fattispecie può un medico pubblicare una richiesta di subentro? E’ lecito? E se è lecito perché gli annunci sono anonimi? E vi sono solamente numeri telefonici, a cui si chiede di essere contattati?
 
Sicuramente una risposta a tutto ciò c’è e sarebbe opportuno che gli OMCeO e la FNOMCeO prendessero una posizione ufficiale in merito, proprio per tutelare quei GIOVANI, che tutti sembra, abbiano l’intenzione di tutelare.
 
Dott. Salvatore Caiazza
Medico di Medicina Generale
Già Segretario Regionale FIMMG Giovani Campania
 

31 Luglio 2018

© Riproduzione riservata

Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare
Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare

Gentile Direttore, la riforma della medicina territoriale è una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative, telemedicina e assistenza...

La salute mentale e il vuoto delle responsabilità
La salute mentale e il vuoto delle responsabilità

Gentile Direttore,confesso la mia ammirazione per l’impegno e la costanza con cui alcuni psichiatri continuano a portare l’attenzione sui vari problemi della salute mentale, come emerge dai recenti interventi di...

Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”
Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”

Gentile Direttore,il dibattito sul futuro della sanità territoriale in Italia è a un punto di svolta cruciale, segnato da forti tensioni sindacali, frenate politiche e il tentativo di trovare un...

Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono
Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono

Gentile Direttore,sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Negli ultimi 2 mesi opinion leader politici, accademici, giornalistici...