Morti materne. Ecco cosa può fare il Parlamento per migliorare il percorso nascita

Morti materne. Ecco cosa può fare il Parlamento per migliorare il percorso nascita

Morti materne. Ecco cosa può fare il Parlamento per migliorare il percorso nascita

Gentile Direttore,
rispetto a casi drammatici come quello delle donne morte in gravidanza nei giorni scorsi in diversi ospedali italiani ogni genere di polemica o di presa di posizione effettuata senza avere una piena conoscenza dei casi in questione sarebbe del tutto inopportuna. Per questo, nel commentare quanto avvenuto, è necessario attenersi scrupolosmante a quanto finora emerso nelle analisi effettuate dagli ispettori del Ministero della Salute. Ancor più importante sarà conoscere le conclusioni finali dell'inchiesta ministeriale; e lo sarà non solo per fare definitiva luce sui casi verificatisi a San Bonifacio, Bassano del Grappa, Torino e Brescia, ma anche per poter avere un quadro più chiaro di quali siano le virtù e i difetti del percorso nascita in Italia, per di più in un momento nel quale i temi fondamentali della gestione del rischio clinico e della responsabilità professionale degli operatori sanitari, in un'ottica più generale, e della rivisitazione della rete dei punti nascita, in un'ottica più specifica, sono di piena attualità.

Ho letto con attenzione e interesse molte delle posizioni che negli ultimi giorni, per esempio da parte di alcune categorie professionali come quelle degli anestesiti e delle ostetriche, sono state espresse in relazione ai recenti fatti di cronaca. Da esse emerge come da un lato la sanità italiana, pur con situazioni di difficoltà e di non omogeneità sull'intero territorio nazionale, sia di livello altissimo nel panorama internazionale; ma anche come, su un altro piano, in ambiti come quello del percorso nascita ci sia la necessità di implementare interventi migliorativi.

Sono proprio questi i temi su cui il Legislatore può e deve intervenire, ancor più oggi nel contesto sopra descritto in cui i già citati temi del rischio clinico e della responsabilità professionale sono al centro del disegno di legge vicino alla prima approvazione della Camera. Un'occasione può essere il probabile avvio dell'esame, frutto una proposta da me effettuata nell'ufficio di presidenza della Commissione Affari Sociali della Camera, del mio e di altri disegni di legge sulla promozione del parto fisiologico depositati dall'inizio della legislatura.

L'assunto di partenza del disegno di legge da me presentato è che le indagini condotte a livello nazionale mostrano come il rischio di nati-mortalità si sia quasi dimezzato rispetto ai valori dei primi anni Ottanta. La maggior parte delle donne entra in contatto con un operatore sanitario nei tempi raccomandati e riceve assistenza prenatale; la totalità dei parti è assistita da un operatore sanitario; tra le donne che decidono di avere un figlio in una fase avanzata della vita si registrano un più elevato livello di informazione sulla gravidanza e sul momento del parto. Nondimeno gli stessi fattori sono alla base di un'eccessiva medicalizzazione e di un sovrautilizzo delle prestazioni diagnostiche, che rischiano di trasformare gravidanza e parto da eventi naturali in eventi patologici.

Sempre nella Commissione Affari Sociali ho proposto che venga discussa una mia risoluzione sulla definitiva implementazione del percorso di riforma dei punti nascita, oggi solo parzialmente in atto. La risoluzione propone al governo numerosi impegni tra i quali uno volto a promuovere la classificazione del rischio al momento del ricovero a cui devono seguire specifici percorsi assistenziali differenziati per la corretta valutazione del rischio della donna in occasione del primo parto. Il motivo è che ciò rappresenta la base per impostare un piano appropriato di assistenza e di precoce individuazione delle potenziali complicanze.

E' quindi concreta l'opportunità per il Parlamento, già in tempi brevi e mi auguro con in mano le conclusioni finali degli ispettori ministeriali sui casi dei giorni scorsi, di poter sviluppare un dibattito serio e approfondito. L'obiettivo è di essere in grado di varare, con l'essenziale contributo degli operatori della sanità e delle società scientifiche, iniziative in grado di rendere sempre più sicuro il percorso nascita e di stabilire modelli funzionali per una corretta gestione del rischio clinico.

Benedetto Fucci
Deputato dei Conservatori e Riformisti
Membro della Commissione Affari Sociali della Camera

Benedetto Fucci

11 Gennaio 2016

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