Nasce il Servizio sanitario militare nazionale

Nasce il Servizio sanitario militare nazionale

Nasce il Servizio sanitario militare nazionale

Gentile direttore, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2026, entra in vigore oggi 28 maggio, il Decreto Legislativo n. 74 che cambia il volto alla Sanità all’interno delle Forze Armate italiane.

Gentile direttore,
è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2026, entra in vigore oggi 28 maggio, il Decreto Legislativo n. 74 che cambia il volto alla Sanità all’interno delle Forze Armate italiane.

Il legislatore con questa riforma ha inteso centralizzare la struttura organizzativa, potenziare il supporto al SSN e creare Poliambulatori a uso doppio (militare e civile) aperti a tutti i cittadini attraverso un’imponente riorganizzazione strutturale e ordinativa, finalizzata all’unificazione dei preesistenti Servizi Sanitari delle singole Forze Armate in un’unica grande componente.

Pregevole iniziativa, che ora viene disciplinata normativamente, ma che richiama alla mente un precedente rimasto isolato per quasi un quinquennio – e che, in questo lasso di tempo, ha brillato di non poca luce – rappresentato dal Poliambulatorio Montezemolo istituito presso la Corte dei conti di Roma nel lontano dicembre 2021 al quale è stata conferita personalità giuridica di diritto pubblico, piena autonomia funzionale, personale ad hoc ed un proprio Statuto.

Dotata di autorizzazione regionale, di accreditamento presso il SSN e di convenzionamento con la ASL territorialmente competente, ha erogato prestazioni di alta diagnostica con macchinari di ultima generazione all’intera collettività.

Archetipo di hub di riferimento per tutta la cittadinanza, figlio di una (allora) visionaria sinergia tra le principali realtà mediche sanitarie, militari e civili della Città di Roma.

Nasce ora, ufficialmente, il Servizio Sanitario Militare Nazionale – per brevità “Sanità Militare” – che costituirà l’ossatura portante della sanità della Difesa che non sarà più soltanto destinata alla tutela della salute del proprio personale, ma allargato all’intera collettività in pieno supporto del SSN, in ossequio ad un principio di non poco momento, quale quello della medicina della sussidiarietà che si sostanzia nell’esecuzione di attività di medicina preventiva e in interventi mirati in caso di pubbliche calamità o situazioni di straordinaria necessità e urgenza.

Quindi, non già una funzione sostitutiva del servizio pubblico, come precisato dal Sottosegretario alla giustizia, bensì adeguamento delle strutture e delle risorse anche ai fini del loro impiego a supporto del SSN nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà al fine di favorire sinergie organizzative e strumentali, senza incidere sull’erogazione istituzionale delle prestazioni i cui profili attuativi saranno materia di successivi provvedimenti da adottare nel pieno rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni e della normativa sanitaria vigente.

Come anche nessuna sottrazione di risorse al SSN si configurerà perché assente la previsione di loro destinazioni prioritarie, posto che il contributo della sanità militare si colloca esclusivamente in un’ottica, per l’appunto, sussidiaria.

Ciò si tradurrà praticamente nell’attuazione di una rete di Poliambulatori sparsi sull’intero territorio nazionale le cui strutture operative saranno fruibili dai privati cittadini grazie alle sinergie promosse dal Ministero della Difesa con il SSN per assicurare sull’intero territorio nazionale la presenza di poliambulatori autorizzati ed accreditati che stipuleranno, poi accordi contrattuali con le ASL, inserendosi a pieno titolo nei piani assistenziali e nella programmazione sanitaria delle singole Regioni.

A decorrere, poi, dal prossimo 1 gennaio, sarà costituito il c.d. Corpo Unico formato da tutto il personale sanitario proveniente da Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri in possesso dei titoli abilitanti quali medici, psicologi, sottufficiali e graduati ripartiti in base alle specifiche professioni sanitarie e idoneità.

La Direzione centrale sarà affidata per una durata triennale al Direttore della Sanità militare – che avrà la responsabilità del funzionamento dell’intero settore, della pianificazione finanziaria, dell’innovazione tecnologica biomedica e dell’attivazione di sinergie con partner pubblici e privati – e potrà essere rivestito sia da ufficiali generali del Corpo sia da Dirigenti civili d’alto profilo, provenienti dal settore pubblico o privato, con una qualificata esperienza manageriale in campo sanitario.

È, altresì, prevista, l’istituzione dell’Istituto di Scienze Biomediche della Difesa, ente dotato di autonomia scientifica incaricato di studiare soluzioni strategiche in sinergia con la comunità scientifica globale, in particolare nei settori della difesa chimica, biologica, radiologica e nucleare (CBRN).

Una ricerca d’avanguardia, quindi.

Una novità, probabilmente pensata per conferire una maggiore appetibilità al progetto, si rinviene nella deroga introdotta in favore del personale in merito a norme sull’incompatibilità del pubblico impiego militare che consentirà di non applicare a medici e psicologi militari le restrizioni relative all’esercizio dell’attività libero-professionale prevista in regime ordinario.

Naturalmente, la possibilità di esercitare la libera professione intramuraria sarà contrassegnata da limiti piuttosto rigorosi da non valicare che spaziano dall’operare fuori degli orari di servizio, all’assenza di conflitto di interessi, passando per la tracciabilità dei pagamenti, l’assenza di utilizzo improprio delle strutture e il monitoraggio dei tempi di attesa.

Assolutamente vietate le consulenze con l’Amministrazione della Difesa, le attività finalizzate a favorire concorsi e le certificazioni incompatibili con il ruolo militare.

Il titolo ufficiale del decreto legislativo, comunque, lo giustifica in quanto non si pone come una semplice riorganizzazione burocratica, ma interviene direttamente sul codice dell’ordinamento militare ridefinendone struttura, funzioni, organizzazione, reclutamento e formazione, all’interno del quale trova albergo il nuovo rapporto con il SSN.

Non a caso, è rubricato “Disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della Sanità militare, ai sensi dell’art. 2 della legge 28 novembre 2023, n. 201”.

Per cui, accanto ad innovazioni quali la centralizzazione della sanità delle FF.AA., al rafforzamento di poli sanitari e strutture specialistiche (Policlinico militare di Roma, strutture diagnostiche e polispecialistiche, istituti di medicina aerospaziale, ecc…….) o la nascita dell’Istituto di Scienze Biomediche della Difesa, si colloca proprio la possibilità di supporto al SSN con possibilità di autorizzazione sanitaria regionale, accreditamento e stipula di convenzioni con ASL e Regioni.

Accreditamento e convenzionamento che non vengono disciplinati autonomamente e innovativamente, in modo avulso dal vigente assetto, bensì in chiara evocazione della disciplina vigente contenuta nel decreto legislativo n. 502/1992 secondo cui i rapporti vedranno accordi con Regioni ed ASL nei limiti di spesa erariale, in intesa con la Conferenza unificata.

Fernanda Fraioli
Presidente di Sezione della Corte dei Conti
Procuratore regionale per il Piemonte

Fernanda Fraioli

28 Maggio 2026

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