Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere

Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere

Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere

Gentile Direttore, nella data del 2 giugno che ha celebrato i valori repubblicani, le parole pronunciate dal Capo dello Stato in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, il 12 maggio scorso, risuonano con un significato ancor più ampio, che prescinde dalle riflessioni su una singola professione sanitaria, per abbracciare un tema decisivo per l’Unità nazionale, ovvero il diritto universale alla salute come “pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà”

Gentile Direttore, nella data del 2 giugno che ha celebrato i valori repubblicani, le parole pronunciate dal Capo dello Stato in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, il 12 maggio scorso, risuonano con un significato ancor più ampio, che prescinde dalle riflessioni su una singola professione sanitaria, per abbracciare un tema decisivo per l’Unità nazionale, ovvero il diritto universale alla salute come “pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà”.

Parole, quelle di Mattarella, ancora più dense di significato all’indomani dei dati diffusi dall’Agenas, in occasione della presentazione della nuova Piattaforma sulle liste d’attesa. Nei primi quattro mesi dell’anno, quasi due milioni di visite mediche ed esami clinici non sono stati erogati nei tempi massimi previsti, si apprende.
Eppure “non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità fra territori, a partire dalle aree interne dell’Italia: sarebbe come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini”, aveva ammonito il Presidente della Repubblica parlando agli infermieri, prima di ringraziarli per essere “esempio di etica e di umanità” e di dichiarare, dall’alto del suo status, che la carenza professionisti infermieri in Italia “non appare eludibile e interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione, essenziale per il corretto funzionamento della nostra società nel suo complesso”.

E rispetto alla società in cui tutti noi agiamo le nostre esistenze, Mattarella aveva tenuto a sottolineare che “solidarietà e cura non possono avere carattere di eccezionalità. Prendersi cura dell’altro, degli altri, è parte essenziale del nostro benessere, della nostra sicurezza, della qualità della nostra vita. Curare la persona – curarla – e non soltanto la malattia è un cambio di prospettiva, che avvertiamo come un impegno più maturo e consapevole nella società e, per farlo, le professioni infermieristiche divengono in misura sempre maggiore un perno decisivo, tanto più in una medicina che tende a iper-tecnologizzarsi”. Un discorso, quello del 12 maggio, che sembra addirittura intrecciarsi con alcuni snodi della enciclica “Magnifica Humanitas” che solo tre giorni dopo sarebbe stata firmata da Papa Leone XIV.

“Il lavoro generoso e professionale degli infermieri è motore dell’universalità del diritto alla salute – aveva concluso il Presidente -. L’assistenza a chi soffre, la terapia assicurata a chi affronta la malattia, il sostegno a chi non ce la fa da solo, la relazione umana che nasce dalla prossimità sono realtà quotidiana delle vostre vite. Non conoscono discrimine: si rivolgono a tutti, senza fare distinzioni per colore della pelle o per condizioni sociali. Il vostro lavoro quotidiano è, pertanto, un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione”.

Silvestro Giannantonio

Responsabile Comunicazione Fnopi

03 Giugno 2026

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