Noi medici di famiglia non ci stiamo ad essere il capro espiatorio della crisi del Pronto soccorso

Noi medici di famiglia non ci stiamo ad essere il capro espiatorio della crisi del Pronto soccorso

Noi medici di famiglia non ci stiamo ad essere il capro espiatorio della crisi del Pronto soccorso

Gentile direttore,
esprimiamo sconcerto per alcune critiche ai medici di medicina generale apparse recentemente sulla stampa locale in seguito al sovraffollamento del pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli il più grande del mezzogiorno.

E’ bene ricordare a tutti, che la medicina generale è in prima linea quotidianamente ed ha pagato il più alto tributo di medici morti durante la pandemia sia a livello Regionale che Nazionale.

Non abbiamo ferie e malattia diversamente dai medici ospedalieri e specialisti ambulatoriali convenzionati e non è riconosciuto l’infortunio professionale Inail a seguito di infezione da Covid 19″.

Le cause del sovraffollamento del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli a cui affluiscono cittadini provenienti da tutta la Campania sono da ricercare altrove ma non certamente nella medicina generale che da circa tre anni a Napoli e Provincia lavora ininterrottamente 12 ore al giorno visitando centinaia di pazienti al giorno con accessi in ambulatorio molto più alti del pronto soccorso perché effettuati da un solo medico nell’arco delle 12 ore.

Invitiamo, per il futuro, a voler valutare prima i numeri degli accessi presso gli ambulatori dei medici di medicina generale che risultano sulle piattaforme informatiche e poi eventualmente dati alla mano esprimere una opinione.

 

Dott. Esposito Ernesto
Segretario Provinciale Smi Napoli

Dott. Scalzullo Antonio
Direzione Nazionale Smi

Ernesto Esposito, Antonio Scalzullo

12 Maggio 2022

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