Non di solo vaccino vive la Sanità, ma soprattutto di professionalità e passione

Non di solo vaccino vive la Sanità, ma soprattutto di professionalità e passione

Non di solo vaccino vive la Sanità, ma soprattutto di professionalità e passione

Gentile Direttore,
i ricoveri nelle terapie subintensive e intensive e i decessi provocati dalla pandemia COVID-19 da marzo 2020 a oggi hanno fortemente provato la tenuta del nostro sistema sanitario, ma soprattutto hanno messo a dura prova la tenuta fisica e psichica dei medici e più in generale di tutti gli operatori della sanità.

I vaccini anti-COVID-19, già disponibili a dicembre 2020 e resi obbligatori per i medici (e i sanitari tutti) da marzo 2021, hanno rappresentato una prima soluzione tampone (nel senso di aver attenuato la gravità della malattia e limitato il numero dei pazienti che necessitano ricoveri), e tuttavia non hanno risolto definitivamente il problema.

Molti medici (e sanitari) dubitando dell’efficacia e della sicurezza di questi vaccini a mRNA hanno rifiutato la vaccinazione.  Questi medici sono stati etichettati in modo denigratorio “no-vax”, e sono stati sospesi dall’esercizio professionale senza stipendio (come previsto dalla legge).

E così abbiamo assistito e stiamo assistendo a qualcosa di surreale, e anche di poco edificante. In pratica, medici (e altri professionisti della salute) che per tutto il 2020 hanno lavorato fianco a fianco fino allo sfinimento per curare i pazienti ammalati di COVID-19 improvvisamente dal marzo 2021 sono divisi in SI-vax (i vaccinati) e in NO-vax (i non vaccinati, quale che ne sia la motivazione). Insomma, il virus li aveva uniti e il vaccino li ha divisi. Ma “a chi giova questa divisione?” Provo a rispondere con una domanda: forse ai politici che devono trovare il capro espiatorio di tutti i disastri fatti nella sanità pubblica e che la gestione della pandemia ha evidenziato in tutte le sue criticità?

E i pazienti? Già, i pazienti… ci sono anche loro, che non capiscono ma subiscono (si veda Ester Maragò).

E quale è stata la soluzione adottata dalla politica per far fronte a queste criticità? Ancora una volta una soluzione transitoria (ormai, si parla solo di “transizione” e non di “soluzione”): rivolgersi alle cooperative di colleghi in pensione che offrono servizi a caro prezzo.

Domandarsi perché la sanità tutta è allo sbando e quale dovrebbe essere e quale potrà essere il futuro della professione medica è un tabù da no-vax?

I motivi del disamore alla professione e dell’impossibilità di esercitarla come vorremmo noi e come ce lo chiedono i nostri pazienti sono stati ben illustrati dal Prof. Ivan Cavicchi su questo giornale e riassunti da Ornella Mancin. E la soluzione non è dividere i medici in pro- e anti-vax. Dobbiamo tornare a lavorare insieme per il bene del paziente, come prima del vaccino.

Sfide ben più grandi ci attendono: l’impatto della tecnologia e della digitalizzazione, il ruolo dell’insegnamento universitario e del tutoraggio professionale, le diverse mansioni e la collaborazione tra i professionisti della sanità, la formazione specialistica post-laurea, e molto altro. E solo insieme potremo affrontarle, avendo ben presenti tutte le implicazioni e per non subirne le possibili distorsioni.

E in questo l’ordine dei medici assume un ruolo importante nel governare la “transizione” alla nuova professione, impedendo di disperdere il patrimonio culturale e umano del “vecchio” medico. Perché non di solo vaccino vive la sanità, bensì e soprattutto di capacità professionale e di passione e amore per il paziente.

Ciro Isidoro
Professore Ordinario di Patologia Generale e Immunologia, Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale, Novara

 

22 Agosto 2022

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...