Oltre la Psicoterapia. È tempo di riconoscere le specializzazioni psicologiche nel Ssn

Oltre la Psicoterapia. È tempo di riconoscere le specializzazioni psicologiche nel Ssn

Oltre la Psicoterapia. È tempo di riconoscere le specializzazioni psicologiche nel Ssn

Gentile Direttore, nelle ultime settimane, il dibattito sul ruolo e la funzione delle Specializzazioni nell'ambito del Ssn ha attraversato con inusuale vivacità la comunità professionale degli Psicologi...

Gentile Direttore,
nelle ultime settimane, il dibattito sul ruolo e la funzione delle Specializzazioni nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale ha attraversato con inusuale vivacità la comunità professionale degli Psicologi. Diversi articoli hanno richiamato l’attenzione su l’urgenza di questi temi e sulla necessità di operare un cambiamento. La riforma delle professioni sanitarie ha acceso i riflettori su un nodo che da troppo tempo resta irrisolto: il sistema delle Specializzazioni per gli Psicologi è adeguato ai bisogni di salute del Paese?

L’Associazione Unitaria Psicologi Italiani sostiene che il modello attuale non è più sufficiente.

Il sistema legislativo italiano, a partire dalla Legge n. 56/1989 che ha istituito l’Ordine degli Psicologi, ha progressivamente costruito un meccanismo per cui la Specializzazione in Psicoterapia è diventata il titolo privilegiato, l’unico richiesto nei concorsi del SSN. Questo ha generato una distorsione come se l’intera scienza psicologica si riducesse alla Psicoterapia e come se tutte le competenze specialistiche sviluppate in decenni di ricerca e pratica clinica in altri ambiti e discipline Psicologiche non avessero pari dignità.

Eppure la realtà dei servizi sanitari racconta altro. Nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), nei Reparti oncologici, nei Servizi di Cure Primarie, nelle UTIN, nelle équipe di Riabilitazione neurologica e altri settori del SSN, ciò che serve non è genericamente uno Psicoterapeuta, ma, ad esempio, uno Specialista con competenze profonde e certificate in NeuroPsicologia, Psiconcologia, Psicologia della Salute, Psicologia delle Cure primarie. Si tratta di professionisti che esistono, che si sono formati, che lavorano – ma che il sistema fatica a riconoscere pienamente e a valorizzare per le loro competenze.

Il contributo pubblicato sul tema della NeuroPsicologia – dal titolo emblematico «NeuroPsicologia. Una specialistica esistente, riconoscerne l’autonomia» – descrive con chiarezza una situazione che rasenta il paradosso. La NeuroPsicologia è riconosciuta come area specialistica dal 1999 ed è pienamente integrata nel Sistema Sanitario Nazionale. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) prevedono l’operatività dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze. I vigenti Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le demenze e le recenti Linee Guida per il Mild Cognitive Impairment indicano esplicitamente il Neuropsicologo come figura costituente delle équipe multidisciplinari.

Eppure, appare ancora anacronistico constatare che l’accesso ad avvisi, manifestazioni d’interesse e concorsi pubblici dedicati all’area NeuroPsicologica continui a richiedere la Specializzazione in Psicoterapia come requisito prevalente, esclusivo. Emblematico è il caso del Fondo Alzheimer e Demenze: un’opportunità storica che avrebbe potuto sancire ufficialmente l’autonomia della NeuroPsicologia nel SSN, ma che in molti bandi ha finito per richiedere la Psicoterapia come titolo di riferimento.

Come riportato nel documento di Mario Sellini per Form-AUPI ,intitolato “Riforma SSN, occorre ripensare alle Specializzazioni per gli Psicologi”, la questione è posta con tutta la necessaria chiarezza. La Psicologia nel Servizio Sanitario Nazionale è chiamata a rispondere a bisogni di salute e benessere psichico sempre più ampi, che la realtà definisce ormai emergenziali. Per farlo, è indispensabile avere a disposizione dirigenti Psicologi sempre più specializzati in settori e ambiti specifici: la prevenzione, l’assistenza, la cura interdisciplinare.

Questo obiettivo è riconoscibile e perseguibile, come dimostra il funzionamento di altri sistemi sanitari europei e di quanto già avviene, ad esempio, in ortopedia, cardiologia, chirurgia toracica. Nessuno si sognerebbe di assumere un chirurgo generalista per un reparto di cardiochirurgia pediatrica. Eppure, per gli Psicologi si continua ad applicare una logica generalista e indifferenziata che non rispecchia né la realtà delle competenze disponibili né le esigenze reali dei servizi.

Il punto di sintesi è questo: non è più accettabile che la Psicoterapia resti l’unica Specializzazione.

Il cambiamento necessario non è di poco conto: richiede una revisione legislativa che intervenga in modo organico sulle disposizioni che regolano l’accesso alle posizioni dirigenziali del SSN per gli Psicologi. In concreto, occorre superare il modello che individua nella sola Specializzazione in Psicoterapia il requisito di accesso o il titolo preferenziale nei concorsi pubblici e costruire in sua vece un sistema plurale di Specializzazioni afferenti alle diverse Discipline.

Si tratta di modifiche che non snaturano il sistema, ma lo adeguano a una realtà che da tempo ha già superato l’impianto normativo vigente.

La Psicoterapia rimane una Specializzazione essenziale e di grande valore: ciò che si chiede è che non sia più l’unica ad avere piena dignità nel sistema.

Arturo Rippa
Segretario Nazionale AUPI

10 Marzo 2026

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...