Osteopati. La nostra formazione deve restare quinquennale

Osteopati. La nostra formazione deve restare quinquennale

Osteopati. La nostra formazione deve restare quinquennale

Gentile Direttore,

l'Unione Osteopati Italiani, è in prima linea riguardo al  testo proposto  dalla 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato,  per il disegno di legge Lorenzin 1324. Da molto tempo il nostro staff sta svolgendo un lavoro di analisi critica sugli emendamenti approvati, e ora in discussione in Aula, riguardanti la nostra professione  attraverso una pseudo regolamentazione specialistica universitaria in un area di carattere sanitario.

 

L’Osteopatia italiana nasce con una formazione privatistica, e la maggior parte degli osteopati, si sono formati nelle scuole presenti sul territorio Nazionale. Questa è la realtà oggettiva, una realtà che non è stata valutata,  poiché solo una compagine di rappresentanti ha spinto verso  un percorso specifico  sostenendo una serie di figure politiche a prendere questa scelta scellerata.

 

Noi siamo Osteopati, una professione autonoma caratterizzata da una formazione complementare come previsto nei criteri formativi stabiliti  dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), pertanto vogliamo rimanere tali.

 

Per questo appoggiamo i  due emendamenti presentati nella discussione che si terrà al Senato che sostanzialmente prevedono una formazione quinquennale con  criteri formativi previsti dall’OMS, diplomi rilasciati da Istituti privati e università, con competenze tecniche riconosciute a livello internazionale caratterizzanti l'osteopatia. Istituti di formazione accreditati al Ministero della Salute in un area del benessere, il riconoscimento dei diplomi privati  rilasciati negli anni antecedenti  alla legge.

 

Questo per chiarire al legislatore, che non possiamo cancellare la nostra professione, che prevede una formazione quinquennale, la quale, secondo il testo attualmente in discussione,  verrà invece ridotta ad una specialistica di due anni.

 

Nausicaa Oliverio 

Presidente Unione osteopati italiani

Nausicaa Oliverio

19 Maggio 2016

© Riproduzione riservata

Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi
Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi

Gentile Direttore,nella sanità pubblica italiana siamo abituati a misurare i costi di ciò che facciamo. Abbiamo indicatori per i ricoveri, per le prestazioni specialistiche, per i farmaci. Siamo diventati meticolosi...

Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità
Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità

Gentile Direttore, In Emilia-Romagna le Case della Comunità rappresentano uno dei cardini della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria territoriale, evoluzione delle precedenti Case della Salute. Si configurano come punti di...

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN
Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Gentile Direttore, l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni si...

Chi ha paura dell’AI?
Chi ha paura dell’AI?

Gentile direttore,per chi scrive di sanità, e in particolar modo di infermieristica, sta diventando sempre più rischioso usare con disinvoltura la sigla AI - comunemente associata al mondo dell’Intelligenza artificiale...