Osteopati. Parere Css deve essere vincolante

Osteopati. Parere Css deve essere vincolante

Osteopati. Parere Css deve essere vincolante

Gentile Direttore,
chi ha accolto l’invito di fornirsi di occhialini 3d per leggere i resoconti e le riformulazioni degli emendamenti agli articoli 3 e 4, del Ddl lorenzin, sarà rimasto deluso nel constatare che non sono serviti a sciogliere i dubbi e le ambiguità già presenti negli articolati precedenti.
 
Riporto fedelmente le dichiarazioni stampa del Relatore, on. Marazzitti : “Stabilire un percorso oggettivo indipendente dalla politica e dalle lobby. E non può essere una vecchia professione consolidata ad avere l’ultima parola. Sarà il Consiglio superiore di sanità che darà un parere tecnico. Indipendentemente dal potere politico, dal solo mercato o dalla moda, che poi si ribalta sulla politica.”
 
Sottoscrivo parola per parola, ferma la necessità di tradurle in articoli di legge conseguenti.
 
Infatti, una volta individuata una professione da valutare, la sua istituzione deve essere subordinata al parere tecnico scientifico di un organismo terzo per una analisi oggettiva ed indipendente, mentre nell’attuale testo approvato dalla Commissione si parla semplicemente di “previo parere” e quindi senza nessun apparente vincolo a rispettare lo stesso.
 
Detto ciò, a mio avviso non ci sono le condizioni storiche, né tanto meno quelle scientifiche, per riconoscere oggi nel nostro Paese l’osteopata.
 
Ma queste considerazioni, di parte, sono opinabili. Quello che conta, ripeto, è che ci sia un organismo indipendente, composto di tutte le competenze necessarie, che esprima il suo insindacabile giudizio sull'opportunità di istituire una nuova professione.
 
Sinceramente non capisco i timori legati a questo passaggio visto che gli stessi osteopati hanno dichiarato di possedere materiale scientifico più che esaustivo a giustificare la loro promozione in ambito sanitario.
 
Quindi, Presidente Marazzitti, se siamo tutti d’accordo, dove sta il problema a scrivere la norma in maniera chiara e senza ambiguita?
 
 Ministro Lorenzin, la prego, non ci faccia rimpiangere il lavoro fatto dal Parlamento, più di dieci anni fa, con il varo dell’art 5 della legge 43 che, tutt’ora, fissa i criteri per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie.
 
Mauro Gugliucciello
Fisioterapista, Udine

25 Settembre 2017

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...