Osteopati solidali

Osteopati solidali

Osteopati solidali

Gentile Direttore,
si moltiplicano in questi giorni le richieste di intervento per sostenere i professionisti sanitari durante la loro lotta incessante contro il Coronovirus. Tra queste, vorrei citare l'appello di alcuni ospedali francesi per il Trattamento Manuale Osteopatico riservato a medici e infermieri allo stremo delle forze. Ne dà notizia recente l'associazione d'oltralpe "Ostéopathes du monde" con urgente riferimento all'Ospedale di Bry-sur-Marne (Ile de France)1. Altre associazioni richiedono lo stesso intervento in favore degli operatori della protezione civile, cercando di arruolare osteopati volontari in quella che viene definita una vera e propria "azione di guerra”2.
 
Nella Francia il cui Presidente dichiara di aver potuto curare tutti i pazienti, nessuno escluso, assistiamo anche alla generosità di numerosi osteopati che, usciti dal confinamento e con adeguate misure di protezione, alleviano i sintomi dolorosi dell'affaticamento muscolare e posturale dei colleghi che combattono in prima linea. Essi hanno avuto l'opportunità di esprimere la loro vocazione e unirsi nella battaglia senza altro aspettarsi se non l'efficacia dei loro trattamenti nella migliorata efficienza dell'azione dei curanti.
 
Impossibile non restare colpiti da tale mobilitazione che considera la solidarietà non solo come un gesto di altruismo, ma come reciproco scambio fondato sulla fiducia e sul rispetto. Al riguardo, non voglio indulgere in paragoni con la realtà italiana, laddove l'emergenza in molti casi non è neppure riuscita a scalfire la diffidenza inter-professionale e il pregiudizio. Non voglio neppure tornare sui ritardi del riconoscimento delle nuove professione sanitarie, attualmente inattive per quanto potenzialmente utili. Mi limito ad osservare quanto "l'arte del guarire" sia intimamente legata al concetto di solidarietà che si manifesta a sua volta sia nell'abnegazione che nell'immedesimazione. La solidarietà verso i pazienti, innanzitutto, ma anche verso i colleghi e, come in questo caso, verso le differenti professionalità che tutte insieme possono contribuire alla causa comune. Perché, come diceva Victor Hugo, "il senso fondamentale della solidarietà è di non ammettere alcuna esclusione”.
 
La nostra associazione esprime gratitudine ai medici e agli infermieri d'Italia, ma anche ai fisioterapisti, ai tecnici di radiologia e a tutti i professionisti della salute che a vario titolo sono impegnati in questa lunga sfida. Con assoluta modestia e disponibilità e alla stregua dei colleghi francesi, vorremmo offrire i servizi volontari dei nostri associati che hanno avuto una formazione magistrale autorizzata in Osteopatia e in vari casi dispongono anche di una seconda professionalità sanitaria. In qualità di presidente ADOE, ringrazio Quotidiano Sanità qualora voglia farsi interprete del nostro auspicio e della nostra disponibilità, avendo reso noto questo esempio positivo di spirito di fratellanza.
 
Luigi Ciullo
Presidente ADOE

Fonti:
1. https://web.facebook.com/groups/res0ste0/?multi_permalinks=3616751031732292¬if_id=1586990184467858¬if_t=group_activity
2. https://www.mes-osteos.fr/osteos-pour-la-protection-civile?fbclid=IwAR0Yo2bKagJ-Ata6tmSyVOWRD3l3Ee93y6FKsMfuRO2Prd9Nt82rKU1kGpg

Luigi Ciullo

17 Aprile 2020

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