Patto Salute. L’Economia sia al servizio della Salute e non viceversa

Patto Salute. L’Economia sia al servizio della Salute e non viceversa

Patto Salute. L’Economia sia al servizio della Salute e non viceversa
Altolà del portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioini inferieristiche Tonino Aceti: sulla Salute “la linea” deve darla il Ministero della Salute insieme alle Regioni, oltre ovviamente al Parlamento con le sue prerogative. Il MEF dovrebbe offrire soluzioni sul fronte economico per realizzare al meglio le politiche sanitarie e gli obiettivi di salute che i primi hanno individuato.

Gentile direttore,
sulla Salute “la linea” deve darla il Ministero della Salute insieme alle Regioni, oltre ovviamente al Parlamento con le sue prerogative. Il MEF (il ministero dell'Economia) dovrebbe offrire soluzioni sul fronte economico per realizzare al meglio le politiche sanitarie e gli obiettivi di salute che i primi hanno individuato. 

Praticamente “è il bilancio a dover essere al servizio della piena realizzazione del diritto alla Salute in ogni parte del Paese e non il contrario”, altrimenti la situazione continua a sfuggire di mano, con un Servizio Sanitario Nazionale sempre più strumento per garantire “equilibrio di finanza pubblica” a discapito del suo principale obiettivo che è quello di tutelare la Salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. 

È quanto accaduto ad esempio con i nuovi LEA (i Livelli essenziali di assistenza 2017), ormai vecchi e mai attuati proprio a causa del balletto (inaccettabile) tra MEF e Salute sull’adozione del Decreto di fissazione delle tariffe massime delle prestazioni, il cui termine ultimo per l’emanazione era stato fissato al 28 febbraio 2018 dalla legge di bilancio 2018. Ancora oggi questo decreto non è stato approvato e in sua assenza una buona parte delle nuove prestazioni introdotte con i nuovi Lea non sono ancora fruibili ai cittadini. Una questione prioritaria che merita una risposta ora, perché in gioco c’è la fiducia dei cittadini nel SSN.

Ancora. In materia di personale sanitario (e non solo) grazie alle “leve” dei tetti di spesa, dei piani di rientro e dei commissariamenti  stiamo tuttora raccogliendo i “cocci”. Il blocco del turnover in questi anni ha razionato il personale sanitario che poi è quello che garantisce l’erogazione dei LEA. Per gli infermieri le attuali carenze ammontano a 53 mila e in alcune regioni in Piano di rientro siamo arrivati ad 1 infermiere ogni 17 pazienti, che con quota 100 diventano 19 pazienti, incidendo anche sulla qualità e sicurezza delle cure garantite ai pazienti. Il rapporto ottimale dovrebbe essere 1 infermiere ogni 6 pazienti.

Il Superticket (che sarà eliminato con la prossima Legge di Bilancio) introdotto anche in questo caso per fare cassa si è rivelato innanzitutto un ostacolo nell’accesso alle cure da parte dei cittadini, in quanto tassa sulla salute, oltre che uno strumento che drena risorse dalle casse del SSN verso il servizio privato. 

La prossima Legge di Bilancio con importanti incrementi sul Fondo Sanitario e sull’edilizia sanitaria, il rifinanziamento dei fondi nazionali per i farmaci innovativi e l’abrogazione del Superticket rappresenta un’opportunità.

Un’opportunità da cogliere e capitalizzare attraverso il nuovo Patto per la salute 2019-2021, che però dovrà essere espansivo, innovativo e coraggioso, dando un taglio allo “storico”.

Espansivo rispetto alla dimensione della garanzia dei LEA, innovativo rispetto agli strumenti di governance del SSN e alle politiche sanitarie, coraggioso nella volontà e nella capacità di percorrere nuove strade.

Un Patto per la Salute che sappia tradurre concretamente il principio affermato dalla Consulta secondo il quale “è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”.

Abbiamo un’occasione non sprechiamola!
 
Tonino Aceti
Portavoce Fnopi

27 Novembre 2019

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