Pensione a 70 anni e specializzandi al 3° anno in corsia mettono a rischio la salute dei cittadini

Pensione a 70 anni e specializzandi al 3° anno in corsia mettono a rischio la salute dei cittadini

Pensione a 70 anni e specializzandi al 3° anno in corsia mettono a rischio la salute dei cittadini

Gentile Direttore,
dal Decreto Milleproroghe ecco un paio di misure previste per il Patto per la Salute che fanno bella mostra di sé nell'articolo 5, attraverso cui si approva il mantenimento in servizio, anche superati i 40 anni di attività dei medici in corsia fino ad un massimo di 70 anni di età. L'emendamento del governo al Decreto Milleproroghe, approvato dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, consente che tale misura, che già veniva adottata in alcune Regioni, adesso sia estesa a tutto il SSN fino al 2022. Un altro emendamento prevede invece l'assunzione degli specializzandi già dal 3° anno di corso, a tempo determinato e con orario parziale, perché possano contemporaneamente completare la specializzazione. 

Gli specializzandi dunque saranno ammessi ai concorsi per l'accesso alla dirigenza sanitaria "a partire dal terzo anno del corso di formazione" e non più all'ultimo anno. 

Il nocciolo della questione sta proprio nella parte che dice "superati i 40 anni di attività" e nell'altro caso " terzo anno di corso di formazione".
Mettere a rischio la Salute dei cittadini perché le Regioni non hanno il coraggio di assumere e perché il Governo non ha saputo programmare adeguatamente il ricambio generazionale dei medici, sembra piuttosto una jattura, un modo per rattoppare di nuovo una coperta lisa e corta, che tirata continuamente finirà con il lacerarsi in modo irrimediabile.  

Gli stessi medici, giovani e anziani, non si pronunciano con la chiarezza dovuta a tali circostanze. Sembra una gara allo sfinimento, una sorta di battaglia fra camici bianchi finché non ne resti uno solo, come in "Highlander l'ultimo immortale" con la differenza che l'eroe del film è invincibile, ha la katana a proteggerlo con la quale decapita l'avversario per poi rafforzarsi della potente energia che fuoriesce dall'avversario mutilato.
 
Il SSN, fiore all'occhiello del nostro amato Paese, subisce troppi colpi ai fianchi e non ha una spada di Nash per difendersi, rischia di soccombere a causa di una sommaria reattività che deve correggere la pluriennale indifferenza in cui ha versato. 
 
Biagio Papotto
Segretario generale Cisl Medici Nazionale 

17 Febbraio 2020

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