Per le donne medico la strada è sempre in salita

Per le donne medico la strada è sempre in salita

Per le donne medico la strada è sempre in salita

Gentile Direttore,
le scrivo per esprimere tutto lo sconcerto che mi ha destato la trasmissione di “Chi l’ha visto”, riportando il caso di Sara Pedri, giovane ginecologa di 31 anni scomparsa nel nulla, dopo le dimissioni dall’ospedale in cui prestava servizio. La ragazza, studiosa e motivata, lascia la sua Forlì perché vince un concorso per la sede di Cles ma viene destinata, invece, al reparto di ginecologia di Trento. E da quel momento, dalle testimonianze riportate in trasmissione, comincia il calvario lavorativo.
 
Innanzitutto, ogni mattina doveva affrontare 40 km di tragitto, poi umiliazioni e surplus orario, motivi che hanno portato ad uno stato di disagio e paura crescente fino alla scomparsa. Terribili le testimonianze dei colleghi di lavoro che hanno parlato tutti senza mai mostrare il volto per evitare di essere riconosciuti.
 
Qualche anno fa, invece, abbiamo avuto la notizia del suicidio di Luana Ricca, brillante chirurga con più di 1500 interventi eseguiti ed una formazione tra Roma e Parigi, madre e moglie. Luana Ricca nel 2015 si è tolta la vita poiché, come riportato dai giornali di cronaca e secondo il fratello Francesco, “era oppressa da un sistema sanitario italiano che non le aveva permesso di esercitare il suo talento”.
 
Sono casi emblematici, purtroppo, delle difficoltà delle donne medico nel mondo del lavoro. Luana decide di arrendersi nel 2015, mentre Sara scompare nel 2021 in pieno periodo Covid.
Entrambe chirurghe ed entrambe rappresentano – in maniera quasi didascalica – le difficoltà che ancora si incontrano nelle professioni che un tempo erano di esclusivo appannaggio maschile. Entrambe si sono trovate ad affrontare un clima lavorativo complessivamente malato ed al quale non hanno saputo opporsi.
 
Eppure molto è stato fatto negli anni, per migliorare il benessere lavorativo, ad esempio con i Comitati Pari Opportunità e poi attraverso l’istituzione dei Comitati Unici di Garanzia (C.U.G.) nelle aziende.
I sindacati medici e non, si sono impegnati nelle politiche di genere ed anche a livello degli ordini professionali si è tentato di superare il gender gap esistente nella professione medica.
 
E allora perché siamo ancora a questo punto? A Trento i testimoni intervistati nella trasmissione sopracitata, si nascondono coprendosi il volto per paura di ritorsioni (siamo nel 2021 e in un paese del Nord!)
E non sarebbe il caso di pensare a monitorare in maniera rigorosa il clima lavorativo oltremodo provato da un anno di lotta contro il Covid, pandemia che ci ha colti impreparati e ci ha stressato travolgendo il nostro quotidiano?
 
Perché non creare sportelli di ascolto aziendale ad uso dei dipendenti al fine di comprendere le necessità e le eventuali difficoltà?
Kabul non ci appartiene, ma il miglioramento della condizione lavorativa femminile delle donne, rimane ancora distante dai target europei cui dovremmo basarci.
 
dott.ssa Maria Ludovica Genna
Osservatorio Sanitario di Napoli

Maria Ludovica Genna

25 Ottobre 2021

© Riproduzione riservata

La sanità che non riesce ad uscire dall’ideologia dei silos. Il caso Liguria
La sanità che non riesce ad uscire dall’ideologia dei silos. Il caso Liguria

Gentile Direttore, nel dibattito aperto in Liguria sul nuovo modello organizzativo per la gestione dei ricoveri urgenti e per la riduzione del boarding in Pronto soccorso, c’è un punto che...

Prime applicazioni della nuova disciplina in materia  di rivalsa a seguito di colpa medica
Prime applicazioni della nuova disciplina in materia  di rivalsa a seguito di colpa medica

Gentile Direttore, il fisiologico susseguirsi di leggi nel tempo, pone inequivocabilmente, incognite in merito alla loro applicabilità ai casi che disciplinano. Nello specifico i giudici, a fronte della legge Gelli-Bianco,...

Sulla crisi del Ssn pesa gravemente l’inerzia ormai storica e strutturale dell’azione di governo
Sulla crisi del Ssn pesa gravemente l’inerzia ormai storica e strutturale dell’azione di governo

Gentile Direttore, questi giorni ho finito di rileggere il (per me ) fondamentale libro di Francesco Taroni “Un sistema sanitario in bilico. Continuerà a volare il calabrone?” (Il Pensiero Scientifico,...

Il mito del privato efficiente? In Francia saltano i conti proprio nei reparti essenziali
Il mito del privato efficiente? In Francia saltano i conti proprio nei reparti essenziali

Gentile Direttore,c’è un dato che arriva dalla Francia e che dovrebbe inquietare chiunque abbia responsabilità cliniche, organizzative o di governo del sistema sanitario. Non il semplice aumento dei deficit nel...