Per migliorare il rapporto medici-infermieri servono fatti, non parole

Per migliorare il rapporto medici-infermieri servono fatti, non parole

Per migliorare il rapporto medici-infermieri servono fatti, non parole

Gentile Direttore,
sono un’assidua lettrice di Quotidiano Sanità, perché operando da ormai 40 anni presso una struttura ospedaliera reputo questa specifica fonte di informazione molto utile, sia in qualità di dipendente che come utente.

Mi ha particolarmente colpito l'articolo sui sondaggi relativi ai rapporti professionali che intercorrono tra medici ed infermieri, lavoro sinergico di determinante importanza.

Oltre ad avere una personale opinione sul fenomeno espresso, vorrei azzardare una proposta: formalizzare le affermazioni, fatti e non parole. Porto un esempio: non solo redigere, ma applicare effettivamente una procedura che preveda la rilevazione della, seppur supposta, non conformità da analizzare. Naturalmente scritta, firmata, verbalizzata e con relativa documentata presa in carico del responsabile preposto.

Questa formalizzazione di rintracciabilità farà sì che tutti gli attori coinvolti, per evitare futuri, incresciosi ed inequivocabili coinvolgimenti, presteranno più attenzione ai suggerimenti. Naturalmente scaturiti con democratici incontri e non scontri professionali.

Nadia Negri   

11 Aprile 2012

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