Perché l’8 marzo non deve diventare una sorta di rituale commemorazione

Perché l’8 marzo non deve diventare una sorta di rituale commemorazione

Perché l’8 marzo non deve diventare una sorta di rituale commemorazione

Gentile direttore,
Quest’anno vorrei dedicare qualche parola sgorgata di getto, senza proclami impegnativi e/o verbosi esempi che diano il “la” per un finale scontato di una festa che sembra sempre più diventare invece una sorta di rituale commemorazione. Troppi luttuosi esempi, ogni giorno, mi farebbero sembrare vieppiù inadeguata una celebrazione reale e sentita, certo, ma purtroppo inadatta alla cronaca. Ecco perché mi vedrete scrivere delle donne in modo un po’ diverso dagli anni passati.
 
Le donne
Persone bellissime, nelle loro mille sfaccettature; creature dolcissime e forti, ci sono vicine fin dalla nascita, perché sono loro a donarci la nostra vita; e a sacrificare spesso la propria.

Vicine in ogni momento, nei momenti più difficili e tristi, spalle forti come non le immagina nessuno, sorridenti e tristi ma sempre disposte ad aiutare.
Come farfalle bellissime alle quali crudeli persone abbiano sciupato le ali eppure cercano sempre di continuare a volarci accanto, a proteggerci da piccoli, a spronarci da adulti, ad amarci fino all’ultimo, silenziose e risolute. Una loro carezza è sempre un premio ambito.

Ne vediamo ottusamente a volte solo i corpi, perché ci vergogniamo di ammettere che hanno menti ben più capaci delle nostre. E spesso per modestia e per amore non ci fanno pesare quanto poco diamo loro in cambio.

Modeste, non servili. Umili, non sottomesse. Decise, mai dure.

Dopo mille e mille anni, ancora abbiamo bisogno di un giorno per riflettere, per renderci conto di quanto siamo ottusi a considerare ancora il genere femminile come diverso, inferiore, quasi creato ad uso e consumo di quello maschile?

No, basta. Perdonate la brevità e la semplicità di questo testo.

Da oggi, non da domani, pensiamo al mondo come un pianeta abitato da 7,6 mld di persone, non di uomini e donne.

Da quest’anno facciamo che l’8 Marzo sia semplicemente… un giovedì.

E mostriamo alle donne, a tutte le donne che incontriamo e frequentiamo per qualsiasi motivo, che la vera festa è averle accanto ogni giorno.

Per loro sarà meglio. E noi saremo migliori.

E… grazie.
 
Biagio Papotto
Segretario Generale CISL Medici

08 Marzo 2018

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