Personale sanitario, servono interventi celeri e condivisi con i professionisti e gli operatori

Personale sanitario, servono interventi celeri e condivisi con i professionisti e gli operatori

Personale sanitario, servono interventi celeri e condivisi con i professionisti e gli operatori

Gentile Direttore,
abbiamo letto con crescente interesse il Documento da lei pubblicato che è stato presentato dalla Dr.ssa M. Mainolfi alla XII Commissione “Affari sociali” della Camera dei Deputati. Il Documento è chiaro, lineare e rigoroso. Molti i dati riportati e interessanti le correlate definizioni e affermazioni che, se da una parte confermano quanto già è stato detto e scritto da numerosi mass media di settore, dall’altra rafforzano un pensiero ormai piuttosto diffuso. Ossia che il nostro SSN necessita più che di interventi spot, di un insieme di azioni correlate e interagenti impegnate nella salvaguardia e rilancio della Sanità attraverso la predisposizione, l’attuazione e il raggiungimento di obiettivi chiari, condivisi e robustamente sostenuti da tutti i decisori del sistema e chi professionalmente e sindacalmente, rappresentano coloro che vi opera.

I percorsi indicati per superare la carenza del personale sanitario e la scarsa attrattività di alcune professioni sono molto interessanti soprattutto per quanto riguarda gli infermieri la cui carenza numerica, unita alla disaffezione verso il Servizio sanitario nazionale, è la vera grande emergenza che sta mettendo sempre più in difficoltà il sistema nel suo complesso. A tal proposito è interessante sia la riferita revisione, in fase di definizione, dei percorsi formativi universitari degli infermieri sia la partecipazione italiana al programma “Nursing action” attivato dall’Oms regione Europa.

Ma altrettanto importante per tutte le professioni sanitarie ma anche per gli Oss, è la riferita esigenza di una attualizzazione delle diverse competenze anche attraverso la revisione dei profili professionali a cui non potrà che conseguire la ridefinizione degli ambiti operativi, delle funzioni, dei ruoli e delle responsabilità.

Tutto ciò rende ineludibile il coinvolgimento dei professionisti e degli operatori per ridefinizioni e innovazioni che devono partire innanzi tutto dai bisogni di salute della collettività e quindi dalle necessità delle unità operative, dalle esigenze organizzativo gestionali e dalle interdipendenze relazionali e professionali di tutti gli attori del Servizio sanitario nazionale. Perché sarebbe davvero imperdonabile, qualora si dovesse iniziare il percorso di attualizzazione delle competenze, che non vi fosse anche il coinvolgimento fattivo delle Rappresentanze sindacali che dovranno poi accompagnare la ridefinizione dei modelli organizzativi, sostenere la riorganizzazione del lavoro, facilitare le interdipendenze operative, la contrattualizzazione di eventuali nuove figure o funzioni e competenze oltre che negoziare i riscontri economici di tutti gli operatori.
È bene, infatti evitare l’infelice percorso adottato per l’inserimento nel Sistema, peraltro ancora incompiuto, dell’Assistente infermiere.

L’ultima parte del documento tratta del fattore retributivo che è di peculiare interesse e impegno negoziale per le Rappresentanze sindacali e ventila un’ipotesi particolare ancorché rivolta alla professione medica ossia la differenziazione del trattamento retributivo cosa che potrebbe diventare campo di interesse per tutte le professioni sanitarie per la logica dei vasi comunicanti.

Nella parte conclusiva del documento vengono indicate “Ulteriori proposte” per adeguare e rendere attuale con specifici interventi normativi il funzionamento della Commissione centrale degli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS) e per superare le criticità riscontrate nell’attuazione della legge n.3/18 in sede di prima applicazione.

Entrambe le proposte non possono che trovare il consenso e la collaborazione di questo sindacato sia per porre fine alle numerose rimostranze sul farraginoso e lento funzionamento della Cceps sia per superare alcune evidenti criticità inerenti gli Ordini professionali. Fra queste, a titolo di esempio, la norma per le votazioni per il Consiglio direttivo e per la Commissione d’albo. Tali votazioni per la prima e seconda convocazione prevedono un ben definito e indicato Quorum mentre per terza sono valide “… qualunque sia il numero dei votanti” (L.n. 3/18 Capo I – art.2, comma 4).

Viene così permessa l’eclatante situazione che i rappresentanti di una compagine professionale provinciale composta da centinaia ed alle volte migliaia di professionisti siano eletti da un numero davvero più che risibile di iscritti.Nelle conclusioni del documento viene ritenuta “…auspicabile la presentazione di un disegno di legge delega che impegni il Governo a porre in essere …” .

Condividiamo l‘auspicio a cui aggiungiamo anche il nostro auspicio: che vi sia celerità, coinvolgimento e condivisione perché il Servizio sanitario nazionale non può attendere oltre.

Annalisa Silvestro
Responsabile Coordinamento Nazionale Professioni Sanitarie e Socio Sanitarie FIALS

03 Febbraio 2025

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