Privacy e sanità. Il diritto alla Salute dev’essere preminente

Privacy e sanità. Il diritto alla Salute dev’essere preminente

Privacy e sanità. Il diritto alla Salute dev’essere preminente

Gentile direttore,
in qualità di rappresentanti dei cittadini in seno alle Istituzioni Sanitarie della Regione Toscana, non possiamo non rilevare che, la garanzia del rispetto della privacy del singolo è molto importante ma, se non adeguatamente governata, può diventare motivo di pericolo per il cittadino stesso. Il tema è di attualità e alcune Regioni stanno prendendo in seria considerazione, la possibilità di rimodulare l' applicazione della legge. Vorremmo che anche in Toscana si ponesse il problema trovando una soluzione adeguata.


Se il diritto alla privacy è fondamentale per ogni cittadino, il diritto alla salute deve essere considerato preminente, come recita anche la nostra costituzione. Detto questo dobbiamo interrogarci sulla necessità che i dati che riguardano la storia clinica di ognuno di noi, debbano o meno essere consultabili, nel minor tempo possibile, dai Sanitari che in un dato momento, devono decidere sulle modalità di intervento a fronte di una patologia. Allo stato attuale, è contrario alla legge, passare informazioni e dati, anche da un reparto ad un altro della stessa struttura sanitaria, senza il consenso firmato del diretto interessato, ancora peggiore la situazione se l'informazione deve  passare da una struttura ad un'altra.
 


L'Austria e la Germania, che si sono poste il problema prima di noi, hanno risolto usando la modalità del silenzio-assenso, cioè, in mancanza di un divieto  specifico del paziente, le informazioni riguardanti le relative patologie possono essere trasmesse ad altri reparti o ad altre strutture sanitarie se funzionali a individuare e risolvere patologie presenti nel soggetto. Tutto questo, naturalmente nel rispetto della privacy del cittadino, cioè garantendo che i dati acquisiti verranno usati solo per scopi terapeutici.
 
Come ben sappiamo, spesso la salute e la vita stessa dipendono dalla tempestività d’intervento, le lunghe ed inutili attese per venire in possesso dei dati pregressi del paziente, possono inficiare sia l'una che l'altra, dobbiamo trovare una giusta modalità che rispetti il diritto alla privacy, senza inficiare quello altrettanto importante, alla sicurezza ed alla velocità delle cure.
 

G.A.R.T. – Gruppo Accademia del Cittadino della Regione Toscana

14 Febbraio 2015

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