Professioni sanitarie: la sopravvivenza nel mercato, ma non nella missione  

Professioni sanitarie: la sopravvivenza nel mercato, ma non nella missione  

Professioni sanitarie: la sopravvivenza nel mercato, ma non nella missione  

Gentile Direttore,
se davvero avessimo scelto di essere missionari, non avremmo mai pensato di intraprendere la carriera nelle professioni sanitarie. Chi si avvicina a queste professioni, lo fa con uno spirito di dedizione e altruismo, un impegno che va ben oltre la semplice prestazione lavorativa. Ma oggi, come non mai, i governi di ieri, di oggi e forse di domani ci costringono a fare una scelta ben diversa: quella di sopravvivere. In un sistema che mette sempre più alla prova la nostra capacità di resistere, non possiamo fare a meno di adattarci a un mercato che non conosce pietà. La professione sanitaria, purtroppo, è diventata un ingranaggio di un meccanismo che non sembra preoccuparsi più di tanto del valore umano che essa comporta.

Lungi dal riconoscere il nostro valore come operatori sanitari, come professionisti impegnati nella cura e nella salvaguardia della salute, veniamo sempre più costretti a navigare in un mare di burocrazia e incentivi economici che troppo spesso penalizzano chi lavora sul campo. I sacrifici non sono mai riconosciuti in modo adeguato, e il nostro impegno, che dovrebbe essere il fondamento di una società sana, diventa invece il mezzo per nutrire un sistema che ci sfrutta senza mai fare i conti con il nostro benessere.

L’illusione del mercato e la realtà del sacrificio
Viviamo in un’epoca in cui la medicina e la salute sono diventate prodotti da commercializzare, e il nostro lavoro è ormai misurato in termini di efficienza economica. Ma in tutto questo, dove rimane l’umanità? La risposta è che non rimane: siamo semplici numeri, o peggio, merce in un mercato dove la salute viene svenduta al miglior offerente. Il nostro obiettivo non è più il benessere del paziente, ma la produzione di risultati che possano giustificare i numeri nelle statistiche e nel bilancio. Si è perso il contatto con la dimensione umana del nostro operato, e questo è il vero tradimento della professione sanitaria.

La continua ricerca della sopravvivenza
Abbiamo scelto di essere professionisti sanitari, non missionari, ma oggi siamo costretti a vivere in un contesto che ci impone di diventarlo. In questo sistema, sopravvivere non è più una scelta, ma una necessità. I governi, invece di aiutarci a migliorare, ci spingono a cercare soluzioni personali in un mercato che premia l’efficienza economica e non la qualità del servizio. Le risorse sono sempre più limitate, e la nostra carriera spesso è segnata dalla corsa a ottenere l’ennesimo contratto precario, l’ennesimo progetto a breve termine, l’ennesima promessa di un futuro migliore che non arriva mai.

Tutto questo accade mentre i professionisti sanitari sono costretti a lottare contro un sistema che non riconosce il valore del lavoro svolto. La medicina diventa un mercato, la salute un prodotto da consumare, e il nostro dovere si riduce a numeri, report e statistiche.

Una riflessione sul futuro delle professioni sanitarie
Le professioni sanitarie, con il loro spirito di servizio, dovrebbero essere l’ancora di salvezza di una società che punta al benessere collettivo, ma non possiamo negare che oggi si trovano in un paradosso. Da una parte, la missione di prendersi cura degli altri, dall’altra, la necessità di sopravvivere in un mercato che ci costringe a misurarci con logiche economiche e di profitto che non rispettano il valore umano del nostro lavoro.

Le scelte politiche dei governi passati e quelli che si stanno preparando per il futuro, dovrebbero comprendere una revisione di questo sistema che ci costringe a sacrificare la nostra essenza per stare a galla. Dobbiamo chiederci: dove vogliamo andare? Vogliamo essere professionisti sanitari o semplicemente lavoratori del mercato? La risposta è nelle nostre mani, ma serve un cambiamento radicale.

Per un futuro che valorizzi davvero il nostro ruolo e il nostro impegno, bisogna rivedere la struttura di un sistema che sta mettendo a rischio non solo la nostra salute professionale, ma quella di tutti. Il cambiamento è possibile, ma richiede coraggio, unità e visione.

Dott. Grazio Gioacchino Carchia
Tecnico Sanitario di Laboratorio Medico
Fondatore del Gruppo PSU Professioni Sanitarie Unite

07 Aprile 2025

© Riproduzione riservata

Dalla teoria di Michael Marmot alla realtà dei territori: perché curare le disuguaglianze sociali è la prima vera medicina
Dalla teoria di Michael Marmot alla realtà dei territori: perché curare le disuguaglianze sociali è la prima vera medicina

Gentile Direttore, la promozione dell'equità nella salute non passa soltanto attraverso l'efficienza degli ospedali, la qualità dei professionisti o l'innovazione tecnologica. Ridurre le disuguaglianze richiede un approccio più ampio, capace...

Professioni sanitarie ed esercizio fisico: una formulazione che merita un approfondimento
Professioni sanitarie ed esercizio fisico: una formulazione che merita un approfondimento

Gentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell'ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione...

La medicina generale non si misura in ore, ma nella relazione di fiducia
La medicina generale non si misura in ore, ma nella relazione di fiducia

Gentile Direttore, la discussione sulle nuove modalità organizzative della Medicina Generale rischia di concentrarsi troppo sugli aspetti numerici: quante ore, quali sedi, quali turni. Ma la vera domanda dovrebbe essere...

Modernizzare la diagnostica per garantire qualità, sicurezza e continuità
Modernizzare la diagnostica per garantire qualità, sicurezza e continuità

Gentile direttore,la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale. La sua evoluzione, spinta da automazione, digitalizzazione, discipline omiche, bioinformatica e intelligenza artificiale, sta...