Professioni sanitarie. Tocca a Grillo affrontare definitivamente le questioni aperte

Professioni sanitarie. Tocca a Grillo affrontare definitivamente le questioni aperte

Professioni sanitarie. Tocca a Grillo affrontare definitivamente le questioni aperte

Gentile direttore,
che le leggi di bilancio non siano una cornice adeguata per risolvere problemi complessi è un dato di fatto che, troppo spesso, i parlamentari dimenticano. Basterebbe ricordare, per restare in campo sanitario, il comma 355 della finanziaria 2008 sui chiropratici che, oltre a definirli “professione sanitaria primaria”, una tipologia inesistente nell’ordinamento giuridico italiano, aveva previsto pure la costituzione di un registro, di fatto inattuabile.
 
Ma anche sul comma 566 della legge di stabilità 2015, che avrebbe voluto modificare le competenze delle professioni sanitarie, le cose non andarono meglio perché andò a schiantarsi contro lo stesso muro che avrebbe dovuto infrangere.
 
Che dire poi del famigerato articolo 1 – septies che fu furtivamente inserito in un decreto legge di fine legislatura e che avrebbe voluto, con un corso su paziente, equiparare la Laurea in Scienze Motorie a quella in Fisioterapia?
 
Insomma, scelte frettolose, sbagliate e superficiali scritte su veicoli legislativi inadeguati.
 
La storia ha rischiato di ripetersi nella legge di stabilità 2019 con l’emendamento 41 bis, palesemente inammissibile, e cassato della Commissione Bilancio.
 
È necessario che su questioni serie si risponda in maniera altrettanto seria.
 
Tocca quindi a lei Ministro, a nome e per conto del Governo, affrontare definitivamente le questioni aperte, come abbiamo già scritto nel nostro precedente intervento di venerdì scorso.
 
Va da sé che, qualsiasi ipotesi di sanatoria, troverebbe una ferma opposizione come avrà già avuto modo di intuire dagli articoli apparsi, anche su questa Testata, dopo che l'iniziativa parlamentare è diventata di dominio pubblico.
 
Ricordiamo che l’art. 1 septies non venne abrogato subito, come meritava, ma dopo cinque anni di lavori parlamentari con una legge “ad hoc”.
 
Legge che è andate in porto dopo il varo del decreto attuativo solo grazie all’incondizionato appoggio di tutte le professioni sanitarie e della società civile.
 
Una esperienza da non ripetere!
 
Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti
Fisioterapisti

20 Novembre 2018

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...