Professionisti della salute a tutela dei cittadini Europei o no?

Professionisti della salute a tutela dei cittadini Europei o no?

Professionisti della salute a tutela dei cittadini Europei o no?

Gentile Direttore,
abbiamo letto, sulla sua testata, affermazioni che hanno dell’incredibile, specie se riferite a non meglio precisate “memorie del Ministero della Salute il cui contenuto è allo stesso tempo tendenzioso ed in malafede”. Il tutto in una lettera che si proponeva fare alcune considerazioni su un articolo del Ddl Lorenzin in discussione alla Camera, per fare chiarezza su alcune figure professionali che, difficilmente, collocheremmo tra le professioni sanitarie.
 
Ma se questo dubbio viene a noi, Sindacato di area riabilitativa, cosa succede al comune cittadino? Sarà bene, allora, precisare che per esercitare una professione sanitaria, a tutela della salute dei cittadini, lo Stato Italiano, nel rispetto delle regole dettate e condivise con l’Europa, ha stabilito che occorrono solo titoli Universitari, rilasciati dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia o titoli a loro equipollenti.
 
Anche per chi è preposto territorialmente al controllo dei titoli la situazione non è sempre così chiara anche se basterebbe usare come discrimine il fatto che sia un titolo universitario o equipollente.
               
Ma, le cose non vanno sempre via così lisce anche perché, sul territorio nazionale, preda di ogni spirito libero, il personale preposto ai controlli è insufficiente e per di più sovraccaricato anche da altre incombenze.
               
Per quel che ne sappiamo pare non ci siano report di queste azioni di controllo, a meno che non vengano e non debbano essere resi pubblici.    
               
Da ultimo, visto “il libero mercato” dei titoli professionali del settore della salute, sarebbe auspicabile che il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Università dessero delle direttive precise utili sia ai funzionari territoriali che ai cittadini che non sempre hanno chiaro a quale professionista rivolgersi e che possono essere facile preda di individui senza alcuna autorizzazione a definirsi professionista sanitario.
 
Sarebbe interessane sapere dalle Istituzioni periferiche se abbiano mai avuto direttive chiare sia dal ministero preposto alla formazione dei professionisti che da quello che è posto a tutela della salute dei cittadini.
 
Il tutto per evitare a questi ultimi di finire nelle mani sbagliate.
 
Dott.Antonio G.Cartisano
Presidente Nazionale SPIF Ar

21 Ottobre 2017

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