Psicologia: una professione a pieno titolo nel “sistema salute”

Psicologia: una professione a pieno titolo nel “sistema salute”

Psicologia: una professione a pieno titolo nel “sistema salute”

Gentile direttore,
con il convegno di Roma sulla “relazione psiche/cervello e le nuove prospettive per la Psicologia” si sono concluse le manifestazioni per la Giornata Nazionale della Psicologia 2017. Con centinaia di eventi in quasi tutte le regioni italiane è stata una grande occasione di incontro e dialogo tra psicologi e cittadini.
 
Ritengo che dalla varietà dei temi trattati si possa apprezzare l’evoluzione della professione psicologica che segue la necessità di mettere a punto chiavi di lettura ed intervento di una realtà umana, relazionale e sociale sempre più complessa e complicata. La Psicologia è chiamata a decodificare questa complessità ai diversi livelli, essendo la dimensione psichica ineludibile per comprendere e modificare le azioni, i pensieri ed i comportamenti individuali e collettivi. Proprio il convegno internazionale del 14 ottobre ci ha fornito ulteriori dati sul ruolo della dimensione psichica nel determinare equilibri adattativi, relazioni, progettualità, la gestione delle diverse situazioni della vita in modo più o meno positivo e funzionale.

Studi longitudinali ed epidemiologici mostrano il ruolo della psiche negli equilibri benessere/malessere ed in generale nella salute umana. Una situazione di disagio psicologico protratta e seria compromette la qualità della vita e gli equilibri fisiologici divenendo in generale una delle voci principali tra i fattori di rischio per la salute psicofisica.

Investire in psicologia non è solo etico ma anche vantaggioso in termini di prevenzione e promozione della salute perché oggi disponiamo di interventi psicologici efficaci ed efficienti, ovvero che funzionano e che si ripagano da soli nel 60/70% dei casi, producendo risparmi significativi nel 30/40% per le persone, il sistema sanitario e la collettività.

E’ quindi fondamentale che da attività di nicchia per pochi (come è stata vista in passato) oggi la si consideri come necessità per molti. Ed i nuovi LEA hanno fotografato molto bene questo passaggio, prevedendo che le varie forme di disagio psicologico abbiano una garanzia di lettura ed intervento. Tale previsione, che implica l’assunzione dell’assistenza psicologica da parte delle pubbliche Istituzioni, si affianca al Piano Nazionale Cronicità che nel suo taglio veramente efficace pone lo Psicologo nella rete integrata di aiuto alle persone con situazioni di cronicità.

E’ tuttavia evidente che per attuare queste precise ed innovative indicazioni normative occorre che vi siano provvedimenti attuativi da parte dello Stato e delle Regioni, che l’Ordine nazionale degli Psicologi ha analizzato in un documento propositivo nel marzo 2017 inviato a tutti i soggetti decisionali. Organizzazione della psicologia nel SSN, collaborazione nel campo delle cure primarie, nuove forme di convenzionamento pubblico-privato i titoli principali sui quali auspichiamo l’avvio di un confronto. Riteniamo sia importante collaborare ai tavoli che svilupperanno i PDTA e gli indicatori per l’implementazione ed il monitoraggio del sistema (vedi ruolo dell’Agenas).

Un anno importante per il miglioramento del sistema salute, che auspichiamo si chiuda con la definitiva approvazione del DDL Lorenzin che contiene norme significative ed attese da lungo tempo, al quale hanno lavorato proficuamente le commissioni Salute e Affari Sociali di Senato e Camera.
 
David Lazzari
Esecutivo nazionale Ordine Psicologi

20 Ottobre 2017

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