Riflettiamo sull’anoressia maschile

Riflettiamo sull’anoressia maschile

Riflettiamo sull’anoressia maschile

Gentile direttore, 
vorrei peoporre alcune riflessioni sulla anoressia al maschile. La percezione generale sulla anoressia maschile è legata all'omosessualità. Lo dimostrano vari studi, tutti purtroppo internazionali, perché in Italia esiste un feroce tabù che vieta la Ricerca in Medicina di Genere LGBTI. 
Questo è un doppio problema.
 
Pesa come pregiudizio esattamente su chi lo è, così come su chi non lo è, ed è un peso intollerabile causato dall'omofobia familiare, sociale,  scolastica e sanitaria. La verità è che non ci sono molti studi sistematici sul tema. 
 
Le varie relazioni sugli studenti, come questa americana,  dimostrano che il problema dei vari disturbi della condotta alimentare sono tuttavia più frequenti in tutte le persone LGBTI,  soprattutto nelle donne cisgender bisessuali.
 
Il rischio in Italia è allora che la cura della anoressia per le persone LGBTI o per chi subisca comunque l'omofobia, includa una Terapia Riparativa, che peggiorerà le condizioni di Salute Mentale, ma che sarà vista con favore da familiari e operatori sanitari omofobi.
 
Un problema rilevante invece è proprio il fatto che la mancata accettazione del proprio orientamento sessuale o identità di genere o la confusione tra le due cose, possano mantenere in piedi e rendere mortale l'anoressia, come narrato da questa rara testimonianza italiana
 
La terapia efficace per i maschi in anoressia passa allora attraverso un buon Sex Orienteering, e nel caso di minori o adolescenti LGBTI arriva al Sostegno al Coming Out ed al progetto Esteem, per aumentare la propria autonomia, emancipazione ed autostima. 
 
Questo va spiegato agli operatori sanitari, ma non esiste nessuno spazio per la formazione in Medicina o la Ricerca di Genere LGBTI in Italia.
Tutti i convegni in Italia e la ricerca scientifica ci escludono ferocemente ed inesorabilmente. Il mancato Coming Out di professori,  ricercatori e medici peggiora la situazione ed è sintomo della grande oppressione dall'omofobia sanitaria, il cui peso uccide chi soffre di anoressia al maschile.
 
La mancanza delle strutture, giustamente lamentata dai genitori di Lorenzo, rappresentano una parte di un problema molto complesso. Noi ne abbiamo voluto rappresentare un'altra, quella sui contenuti della terapia, in attesa di essere ascoltati dalle istituzioni sanitarie.
 
Manlio Converti 
Psichiatra
Presidente AMIGAY

18 Febbraio 2020

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