Salme per la formazione in Medicina. Servono norme nuove per promuoverne l’uso e la donazione

Salme per la formazione in Medicina. Servono norme nuove per promuoverne l’uso e la donazione

Salme per la formazione in Medicina. Servono norme nuove per promuoverne l’uso e la donazione

Gentile Direttore,
vorremmo sottoporre all’attenzione Sua ed ai lettori di questo prestigioso quotidiano, questo nostro breve contributo alla discussione sull’utilizzo delle salme per la formazione pre- e post-lauream in Medicina. Fin dalla costituzione delle prime Scuole (ex Facoltà) di Medicina in Italia e nel Mondo, uno degli insegnamenti cardine su cui poggia il core curriculum degli studi medici è rappresentato dall’Anatomia Umana.

È risaputo che tale insegnamento è stato rifondato in Italia, nel XVI secolo, grazie al lavoro di famosi anatomisti quali Vesalio, Ingrassia, Eustachio, Falloppio, etc., che furono in grado di mettere in discussione e, quindi, superare i vecchi e in buona parte errati insegnamenti di Aristotele e Galeno, tramandati nei dodici secoli precedenti come dogmi incorruttibili. Furono in grado di fare ciò grazie alla reintroduzione in Italia, dopo i “secoli bui”, della pratica della dissezione anatomica, avallata dalla Chiesa, e che per prima si tenne a Bologna ad opera di Mondino da Liuzzi e, successivamente, a Padova, dove venne creato il famoso “teatro anatomico”, ancora esistente. Non a caso, ai tempi, l’Italia era ai vertici mondiali per la genesi della cultura medica e scientifica ed illustri studiosi la frequentavano per addestrarsi alla pratica medica.

Ancora oggi, a distanza di secoli, gli anatomisti italiani vengono visti con grande rispetto dai loro omologhi stranieri, grazie all’eredità culturale che portano in dote e nonostante da decenni le dissezioni siano un privilegio che solo pochissimi atenei possono permettersi, a causa di tutta una serie di circostanze che ne hanno determinato l’abbandono, costringendo gli studenti di medicina ed i medici, giovani e non, a recarsi all’estero per formarsi o aggiornarsi sulla pratica anatomica e, soprattutto, alla pratica chirurgica, attraverso la frequenza di dispendiosi corsi sui cadaveri.

Le principali ragioni che hanno determinato questo abbandono della pratica anatomica e della formazione su cadavere in Italia sono fondamentalmente riconducibili ai seguenti ordini di fattori:

1.    regolamentazioni poco chiare e poco pubblicizzate circa la possibilità e la modalità di donare la propria salma alla scienza;

2.    il definanziamento dell’università, che ha comportato una costrizione di risorse per i dipartimenti, inclusi quelli ove hanno sede le istituzioni anatomiche;

3.    le non sempre agevoli interazioni tra i livelli aziendali sanitari e le discipline mediche di base.

Di contro, recenti studi condotti in Italia, hanno documentato uno specifico bisogno formativo da parte di studenti in medicina e medici in formazione specialistica [Saguto ed al. Survey on the demand of Sicilian physicians for a specific training on human cadavers and animals. Euromediterranean Biomedical Journal 2018,13 (3),9–14].

Per invertire questo scenario, con l’obiettivo di reintrodurre la dissezione nelle Scuole di medicina, da svolgersi in sale settorie moderne ed a norma (possibilmente senza utilizzo di formalina, ma con la catena del freddo, ed in locali adeguatamente attrezzati) e al fine di migliorare sensibilmente la formazione medica, inclusa quella specialistica, vorremmo suggerire lo sviluppo di progetti pilota di “aggregazioni interdipartimentali” tra esperti della materia che – con un approccio multidisciplinare – affrontino la tematica della dissezione anatomica da più prospettive, inclusa quella giurisprudenziale, e ne avviino la reintroduzione anche attraverso la diffusione della cultura della donazione dei corpi (ai sensi delle attuali, seppur carenti, normative).

L’idea è anche quella di esitare proposte al Legislatore da convertirsi in disegni di legge e di redigere manuali di buone prassi per l’utilizzo delle salme a scopo di didattica e ricerca.

Confidiamo che questo contributo possa stimolare in seno alla comunità medica il dibattito su questo argomento.

Francesco Cappello
Medico Anatomista

Walter Mazzucco
Medico di Sanità Pubblica

F. Cappello, W. Mazzucco

23 Agosto 2018

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